Ritorno a casa…da solo!

Ha piovuto tutta la notte…e tanto, e non ha smesso fino alle 9.30 di questa mattina. Dopo, il cielo si è schiarito un po’ lasciando delle nuvole bianche a far capolino sulle montagne tutte intorno.

Lago di Sarnen

Ho impiegato circa un’ora a rifare i cinque borsoni con tutte le nostre cose in giro; già non mi ricordavo più dove andava questo e quello per bilanciare i pesi a destra e sinistra, perciò sono andato ad occhio…anzi a braccio.

Dopo una mega colazione ho ancora aspettato che le strade si asciugassero e alle 11.30 sono partito per ritornare a casa a Wünnewil. La mattina era freschina, le nuvole incombevano all’orizzonte proprio dove mi stavo dirigendo, verso il passo del Brünig che mi avrebbe portato di nuovo nel cantone di Berna, alla città di Brienz. La salita per il passo non è stata molto piacevole; essendo sabato c’erano centinaia di macchine che salivano insieme a me, qualcuno spesso non osava superarmi, nonostante ci fosse un sacco di spazio a disposizione, facendo così innervosire gli altri automobilisti in coda. In questi casi mi faccio da parte quando c’è un piccolo slargo, facendo così passare tutti. Spezza il ritmo ma pazienza.

Lago di Lungerer

Superato il passo e arrivato nella città di Brienz è rispuntato il sole. La temperatura rispetto alle giornate passate è scesa questa notte di una decina di gradi perciò, nonostante il sole, oggi è stata una giornata piuttosto fresca, cosa che comunque fa piacere quando si gira in bici così carichi.

Anche oggi ho percorso innumerevoli chilometri costeggiando dei laghi. Per primo il Lago di Sarnen, dove abbiamo soggiornato per tre giorni, poi il Lago di Lungerer, e dopo il passo del Brünig il Lago di Brienz ed infine, dopo Interlaken, il Lago di Thun. Come sempre, paesaggi e panorami stupendi, anche col cielo coperto.

Sapendo che sarei passato da Spiez, ho chiamato il mio amico e collega Claudio per sapere se fosse a casa. C’era e mi ha invitato per pranzo anche se era ormai l’ora di merenda. Erano le 15 quando sono arrivato a casa sua. Grazie Claudio!

Dopo la pausa mancavano “solo” più 50 km per raggiungere casa, dopo averne già percorsi 65. Ma più che i chilometri, erano ancora quei 700 m di salita il vero ostacolo. In piano o falso piano l’inerzia della bici carica di pacchi permette di tenere una buona andatura, ma in salita quei 40 kg si fanno sentire. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno, l’ho considerato un buon allenamento!

E così, dopo 116 km e 1600 m di salita sono arrivato a casa, dove c’erano Laura e Johanna ad aspettarmi. Johanna per fortuna non ha il Covid19, il test era negativo, perciò è semplice influenza, meno male!

Come successo già l’anno scorso al ritorno del mio mese in bicicletta, è sempre un po’ triste disfare i borsoni e metterli via. Al tempo stesso, è stata una vacanza stupenda che abbiamo condiviso in due e adesso Laura sta già pensando a quando faremo il prossimo tour in bici con una bici vera da cicloturismo. In questo tour lei ha usato una mountain bike, non proprio la bici ideale per fare cicloturismo. L’unica modifica che le ho fatto è stata mettere dei copertoni semi lisci per far scorrere la bici più facilmente sull’asfalto, ma per il resto è una mountain bike bi-ammortizzata e pure pesante. Ma lei ha pedalato ovunque senza mai lamentarsi.

E con questo post, si chiude la nostra avventura. Alla prossima!

Tappa odierna

Tour del Lago dei quattro cantoni

La notte non ha portato consiglio e a colazione non sapevamo cosa avremmo fatto oggi: riposo, bagno al lago, camminata o giro in bici. Il meteo ha dato una mano a chiarirci le idee e a prendere una decisione. Le previsioni di sabato, ultimo giorno della nostra vacanza, sembravano bruttine, in particolare al mattino, con pioggia e temperature in calo di 10 gradi. Oggi invece sole e caldo, almeno fino al tardo pomeriggio. Se il ritorno a casa in bici di sabato poteva saltare, allora oggi avremmo ripreso le bici per fare un bel giro qui nella zona, ci siamo detti…in particolare Laura!

Una veloce consulta della cartina ci ha aiutato a scegliere il giro del Lago dei quattro cantoni, o Lago di Lucerna. Il tour completo con partenza e arrivo qui in hotel sarebbe stato di circa 100 km, così abbiamo optato per una variante più corta con partenza da Lucerna. E così, siamo andati a prendere il treno a Sarnen, a 10 min dall’hotel.

In queste zone i paesaggi sono bellissimi, le foto non mostrano appieno la bellezza dei panorami che si vedono con le montagne a picco sul lago. Le ciclabili passano quasi sempre per stradine secondarie e quando si costeggia il lago c’è sempre la corsia riservata alla bici, o la condivisione del marciapiede coi pedoni.

L’unico mezzo che non avevamo ancora preso in questa vacanza, dopo treno, bus, ovovia e cremagliera, era la barca, e così oggi abbiamo fatto il colpaccio prendendo un piccolo traghetto per attraversare da una sponda all’altra del lago. E anche sul traghetto si usa la mascherina 😷

A quel punto però abbiamo dovuto fare una grossa deviazione al tour previsto, anzi, uno di noi ha dovuto terminare ante tempo la vacanza e tornare a casa ad accudire nostra figlia Johanna che dal campo estivo stava ritornando con due giorni d’anticipo a causa di un’influenza. Dovendo decidere velocemente abbiamo chiuso il giro ritornando a Lucerna anziché in hotel, da dove Laura ha preso il treno per tornare a casa prima dell’arrivo di Johanna. E io? In hotel c’erano tutte le nostre cose, che tanto avrei trasportato comunque da solo. E così, alle 18 lei ha preso il treno per tornare a casa ed io me sono ritornato in hotel, a 30 km da Lucerna.

Mi ha fatto un effetto strano tornare in camera e vedere tutte le cose in giro, mie e di Laura, ma senza lei, ma sapevo che adesso Johanna avrebbe trovato la mamma al suo ritorno a casa. Abituato dal mese in solitaria dell’anno scorso in giro per l’Italia non sarebbe stato un problema passare una notte in hotel da solo, ma questa settimana insieme è stata magica, era da quando è nata Johanna 16 anni fa che non ci capitava di fare tutta una settimana intera senza bambini…abbiamo trascorso 6 giorni bellissimi, e questo è già un bel traguardo, un’esperienza sicuramente da ripetere in futuro.

Riflessione: ma come è possibile riempire un’intera stanza di hotel con oggetti e vestiti che stanno tutti in cinque borse relativamente piccole e tutte trasportate su una bici? Domani mattina dovrò impacchettare le nostre cose, ma ci sono pezzi dappertutto…ma quanta roba ci siamo portati!

Nel frattempo qui sta diluviando, la mia idea per domani è quella di aspettare che smetta di piovere in tarda mattinata e poi partire per arrivare fino a casa. Sono 115 km circa, con 1600 m di dislivello positivo, ma con 40 kg tra bici e bagaglio non sarà una passeggiata. Tutto sarà molto più piacevole se non pioverà, anche perché di proposito non ci siamo portati l’abbigliamento da pioggia, se non una giacchetta impermeabile. Le borse sono protette, ma gambe, testa e piedi no. Boh, improvviserò domani.

Tour di oggi

La scalata al Pilatus

Oggi abbiamo testato tutta una serie di mezzi pubblici, oltre ad aver definitivamente sdoganato la mascherina, diventata anche qui obbligatoria sui trasporti pubblici dal 6 luglio. Nell’ordine abbiamo preso bus, treno, ovovia, cremagliera e taxi.

Nella salita al monte Pilatus abbiamo saltato di proposito la tratta in funivia che collega l’arrivo dell’ovovia a quota 1400 m con la sommità del monte a 2100 m, facendola a piedi e seguendo un sentiero di alta montagna definito molto difficile. La difficoltà stava nel fatto di dover percorrere un sentiero di appena di 3 km ma con un dislivello di quasi 800 m, praticamente sembrava di camminare in verticale.

La fatica di questa camminata è stata ampiamente ripagata con lo spettacolo di panorami che, pian piano che salivamo, si aprivano davanti a noi.

Arrivati in cima al Pilatus a 2100 m abbiamo potuto godere di una vista a 360 gradi mozzafiato.

Il ritorno l’abbiamo fatto in cremagliera, 40 minuti per scendere di 1500 m fino a valle.

Ritornati in hotel abbiamo fatto una puntatina in piscina e nella sauna per poi concludere con una cena in compagnia di Andrea e Paola, due nostri carissimi amici che vivono non molto lontano da qui.

Per domani…ancora nessun piano…magari un po’ di relax non guasta!

Sentiero per salire al Pilatus

Appuntamento a Lucerna

La tappa odierna non prevedeva grosse difficoltà a parte il salitone iniziale con pendenze medie del 10% che Laura ha affrontato senza particolari problemi. Dopodiché tutta discesa e falso piano fino a destinazione.

Oggi era importate rispettare la tabella di marcia durante la prima parte del percorso, visto che alle 12.30 avevamo appuntamento a Lucerna per un pranzo con un’amica che Laura non vedeva da un sacco di anni. Quasi come un orologio svizzero siamo arrivati puntualissimi al ristorante nel centro storico di Lucerna.

Ci siamo trattenuti quasi due ore a chiacchierare piacevolmente in questo bellissimo locale sulle rive del fiume Reuss, prima di riprendere il viaggio e pedalare gli ultimi 30 km quasi tutti lungo una delle sponde del Lago dei Quattro Cantoni.

Arrivati a destinazione, il nostro nuovo hotel ci ha accolto nei migliori dei modi: stanza con vista sul lago di Sarnen e le sue montagne a picco sull’acqua, e tutta una serie di servizi di benessere come piscine con idromassaggio e svariati tipi di sauna. Era proprio quello che ci voleva dopo una lunga giornata sotto il sole e 65 km di bici.

Domani lasceremo le bici a riposo, ma andremo su in cima al Pilatus a 2100 m sfruttando i potenti mezzi di trasporto svizzeri quali funivie e cremagliere. Anche se non pedaleremo, non ci faremo mancare di inserire qualche chilometro di camminate su per i monti 😉

Tappa odierna

Una camminata tira l’altra

Se domenica notte avevamo il campanile in stanza, ieri notte ci ha tenuto compagnia il traffico locale di auto, camion e trattori 🤨 La nostra finestra da’ sulla strada principale e per quanto poco traffico ci sia, la notte silenziosa è costantemente disturbata dai motori rombanti. Vabbè, qui sono solo due notti, speriamo nel terzo hotel dove ci fermeremo per i prossimi tre giorni.

Oggi abbiamo lasciato le bici in garage per dedicarci a delle scampagnate nella zona. Dopo aver selezionato un paio di sentieri da una guida locale abbiamo camminato per cinque ore percorrendo 16 km con circa 500 m di dislivello in salita.

Al termine del giro, non avendo trovato nessun ristorante lungo il tragitto, eravamo affamati, e l’unico posto ristoro che abbiamo trovato aperto alle 16 è stato una panetteria. Un paio di panini e una birra locale ci hanno ridato le forze per continuare a camminare. Abbiamo deciso di andare a cenare in una cittadina a 6 km di sentiero lungo il fiume per poi ritornare indietro col treno.

La terza tappa in bici di domani è leggermente più lunga delle due precedenti, dopo una prima salitona scenderemo fin giù a Lucerna per poi continuare arrivando sul lago di Sarnen nella località di Wilerbad, dove ci attende il nostro wellness hotel.

Camminata nei boschi

Passeggiata serale

Arrivo nell’Entlebuch

Non abbiamo dormito un granché questa notte, il nostro hotel a Konolfingen era praticamente attaccato al campanile del paese, perciò ogni mezz’ora venivamo svegliati da rintocchi rimbombanti in tutta la stanza. Oltretutto faceva pure caldo e le finestre erano aperte, sembrava di avere il campanile in camera.

Dopo questa bella esperienza notturna, la colazione e un buon caffè ci hanno dato la carica per riprendere il viaggio verso Entlebuch. Notare la differenza di carico tra le bici 😄

Durante la prima parte del percorso siamo stati accompagnati da un sole caldo ed un venticello a favore lungo stradine di campagna immerse nel verde delle colline dell’Emmental. Poi, come previsto dal meteo, sono arrivate le nuvole.

Dopo la pausa pranzo alla fabbrica di biscotti della Kambly a Trubschachen abbiamo ripreso a pedalare sotto un cielo grigio a tratti minaccioso. Fortunatamente non è mai scesa una goccia d’acqua.

Per circa una decina di chilometri abbiamo costeggiato la strada cantonale per Lucerna, abbastanza trafficata e priva di alcun interesse paesaggistico. Dopo una consulta della cartina delle piste ciclabili del luogo, abbiamo optato per lasciare il percorso originale per avventurarci su e giù dalle stupende colline all’interno della riserva naturale dell’Entlebuch. Abbiamo allungato di qualche chilometro e raddoppiato i metri di dislivello in salita, ma lo spettacolo del paesaggio ci ha ripagato di tutti gli sforzi.

Siamo arrivati al paese di Entlebuch verso le 17, l’hotel dove alloggeremo per due notti è molto carino e c’è pure un ristorante italiano; il cibo non è il massimo, ma sempre meglio che una cotoletta impanata con patatine fritte, tipico piatto dei ristoranti della zona.

Domani niente bici, faremo invece qualche tranquilla camminata all’interno della riserva naturale.

Tappa odierna

Easy start

Tappa tranquilla quella di oggi. Ce la siamo presa con comodo ed abbiamo cominciato a pedalare alle 1430, tanto avevamo solo 37 km da percorrere con pochi metri di dislivello.

Siamo passati da Berna e non poteva mancare la foto dell’Aare coi suoi bagnanti.

Lasciata Berna alle nostre spalle ci siamo immersi nelle campagne che portano all’ingresso dell’Emmental.

Sotto un caldissimo sole, ma anche accompagnati da una bell’arietta rinfrescante siamo giunti a destinazione a Konolfingen.

Domani ci aspetta una tappa un pochino più lunga, ma anche un cielo nuvoloso. Bene così, sarà più fresco ed arriveremo prima a destinazione, a Entlebuch nel cuore di una riserva naturale patrimonio dell’Unesco. Qui ci fermeremo per due giorni con l’intenzione di fare qualche bella camminata all’interno della riserva.

Tappa odierna

Si riparte!

È passato praticamente un anno dal 20 luglio 2019 quando, di ritorno dal mio lungo giro in Italia, ho tolto le borse dalla bici per poi parcheggiarle vuote in cantina a prendere polvere. Oggi le ho nuovamente riempite pronto per una nuova avventura…una settimana nella Svizzera centrale, stavolta in compagnia di mia moglie!

Ebbene sì, siamo riusciti ad organizzarci per fare un piccolo tour, una cosa tranquilla, mentre i nostri figli sono al campo estivo. Io faccio il mulo e trasporto tutto il bagaglio, lei dovrà solo pedalare! Partiamo oggi dopo pranzo direttamente da casa e faremo quattro tappe, alternate da giornate di hiking e momenti di relax. Prevediamo di percorrere 150 km con tre tappe, e poi l’ultimo giorno, in base alla voglia, al tempo, e ad altri fattori ancora sconosciuti, potremmo ancora fare una tappa di 50-80 km, per poi chiudere il giro in treno (lei) e in bici (io).

I dettagli del giro sono qui con la quarta tappa di 87 km, accorciabile a piacimento. In totale, se faremo tutto, percorreremo 240 km con più di 2000 metri di dislivello positivo. Niente di epico per me, ma certamente piacevole per entrambi e sufficientemente impegnativo per lei che non va regolarmente in bici.

Questa volta non ho fatto alcuna pianificazione, se non prenotare gli hotel per le varie tappe. Nemmeno la lista delle cose da portare! Io ho preparato il bagaglio ieri sera, Laura questa mattina, last minute, lei è minimalista per queste cose e non si preoccupa dell’equipaggiamento. Quel che c’è c’è, quel che manca…pazienza!

Non avendo ottimizzato il peso, siamo riusciti a metter su ben 25 kg di roba!

Bici che viene, bici che va

Nel penultimo post avevo annunciato l’arrivo di una nuova compagna di viaggio, una bici da corsa della marca Rose, oggi invece devo comunicare la partenza della mia fatbike!

Dopo più di un anno di inutilizzo, mi spiaceva vederla sempre lì mezza smontata con una ruota appesa al muro, in attesa di una nevicata per essere riportata fuori. Di neve quest’anno se n’è vista poca, in particolare qui vicino a casa, e l’idea di lasciare questa bella bici ancora un anno a prendere polvere non mi andava. L’ho messa in vendita su diversi siti e nel giro di tre giorni l’ho venduta, praticamente allo stesso prezzo pagato a dicembre 2017. Sono contento perché la persona che l’ha acquistata è un vero appassionato di fatbike e a casa ne aveva altre due. Gli mancava una bi-ammortizzata come la mia. Ti tanto in tanto mi manda qualche foto per farmi vedere come la sta usando. Sono contento, non potevo trovare un acquirente migliore.

Facendo ricadere questo tipo di bici nella categoria delle mountain bike, mi trovo per la prima volta dopo 17 anni, da quando ho scoperto la bici da montagna, senza più una mountain bike, ma con solo due bici da strada, cosa per me impensabile fino poco tempo fa. È vero che una di queste due bici da strada viene definita “adventure bike” per le sue caratteristiche polivalenti che vanno dalla strada al offroad leggero, o gravel, ma una mountain bike è un’altra cosa.

Nell’attesa di un momento di ispirazione che mi farà, forse, optare per rintrodurre nel mio parco bici una mountain bike, mi accontento di girare nei boschi su sentieri sterrati con la stessa bici che mi ha portato a zonzo per l’Italia l’estate scorsa, ma equipaggiata con copertoni da fuoristrada.

La mountain bike, ripeto, è un’altra cosa…to be continued!

Perché pedaliamo

Ho cominciato da poco a leggere questo libro sul ciclismo “Le salite più belle d’Italia – Segreti e preparazione, storia ed eroi“, di Davide Cassani, edito da Rizzoli Libri. Per chi non lo conoscesse, Davide Cassani è un ex ciclista professionista, dirigente e commentatore sportivo, e da gennaio 2014 è CT della Nazionale maschile élite di ciclismo su strada.

Quando racconta la salita per il Passo Giau (2236 m, in Veneto nella prov. di Belluno) si sofferma riflettendo sulle emozioni che prova quando pedala in bicicletta. Ho trovato azzeccato il suo pensiero, perché è la stessa cosa che provo anch’io quando pedalo in solitaria.

La bicicletta è un’isola felice, un’evasione, una compagna che riesce ogni volta a trasformare la fatica in emozione. È lei che mi fa capire chi sono, dove sto andando e se sto facendo le cose giuste.

“Isola felice”, “evasione”, mi verrebbe da dire una specie di “momento sabbatico” preso dal tran tran quotidiano. Andare in bicicletta serve a “staccare” e quando cominci non ne puoi più fare a meno. Sarà forse per questo che per tanti, me compreso, è come una droga…una droga benigna però.

Buone pedalate a tutti!