Tappa 25. Magenta – Mendrisio

Questa notte sono scesi litri di pioggia, o almeno così sembrava dal rumore che sentivo dal tetto della mia mansarda. Diverse volte ho guardato fuori dalla finestra per vedere se le condizioni fossero migliorate, ma era sempre uguale, anzi, era pure aumentato il vento. E così, mentre ritornavo a dormire mi rassegnavo al fatto che oggi sarei rimasto a Magenta a far niente.

Verso le 8.30 sono sceso in cucina perché avevo sentito un movimento di piatti ed ho incontrato il gestore che stava preparando la colazione per me, anche se ci eravamo messi d’accordo per le 9.30. In quel momento piovigginava solamente e al pensiero di restare in quel B&B a far niente, quando fuori non era così terribile, mi è venuto male. Così ho fatto colazione e mi sono messo d’accordo col gestore che entro le 11 gli avrei fatto sapere la mia decisione. Nel frattempo però aveva ripreso a piovere sul serio, oltre al vento e al freddo. Pure la temperatura era scesa nella notte e in quel momento fuori c’erano 14 gradi! E intanto riaffioravano i ricordi delle tipiche temperature svizzere in primavera quando ero costretto ad allenarmi in casa perché fuori, ad aprile, nevicava!!

Poi mi sono convinto che un po’ di pioggia non poteva bloccarmi lì, ero tutto equipaggiato e se avessi trovato quelle condizioni mentre pedalavo non mi sarei di certo fermato. E così ho chiamato il tipo del B&B dicendogli che entro le 11 sarei andato via.

Mi sono vestito da pioggia, questa volta però con dei coprigamba invernali e una maglia più pesante. Non potevano mancare i sacchetti nelle scarpe 😀, i copriscarpe e i pantaloni da pioggia!

Ed eccomi pronto ad uscire, ovviamente qui manca ancora la giacca a vento impermeabile!

Appena uscito sono scese due gocce, ma poi di pioggia non se n’è vista più! Faceva freddino, c’erano 15 gradi, perciò mi sono imposto un andamento tranquillo in modo da non sudare.

Per raggiungere Mendrisio potevo scegliere la via diretta e con 57 km sarei arrivato, oppure la strada che avevo pianificato prima di partire con 92 km e tante piste ciclabili. Ho optato per quella lunga 😄

Dopo un paio di chilometri ho agganciato la ciclabile dei Navigli che con mio fratello avevamo lasciato ieri ad Abbiategrasso. La stessa prosegue per una quarantina di chilometri fino a Sesto Calende. Bellissima! Una vera pista ciclabile, come tutte quelle che corrono lungo i Navigli. In 40 km ho incontrato meno di 10 persone e nessun ciclista. Vabbè, era lunedì mattina e faceva freddo e poteva piovere da un momento all’altro, ma almeno un ciclista lo dovevo incontrare! È stata una pedalata surreale perché ero tutto solo.

Arrivato a Sesto Calende ho subito trovato un ristorante e con 10€ ho mangiato un menù completo con primo, secondo, contorno, acqua e caffè ed era tutto buono! 10€!!

Dopo il pranzo, erano quasi le 15, è uscito il sole e così mi sono messo in tenuta estiva.

Da Sesto Calende fino a Mendrisio ho ancora fatto parecchi chilometri di pista ciclabile, fino quasi a Varese, che ho attraversato passando per il centro per poi proseguire in direzione Svizzera 😄😄

E dopo qualche chilometro, e una pausa paninazzo italiano, ho varcato la linea di confine e sono entrato definitivamente in Svizzera!

Dal confine di Stabio fino a Mendrisio, o meglio a Riva San Vitale, c’erano ancora 6 chilometri che ho percorso a tutta velocità caricato dalla soddisfazione di aver raggiunto la Svizzera dopo 25 tappe consecutive e oltre 2200 km in Italia.

Alle 18.30 sono finalmente arrivato a casa di Noris, amico e collega della Swisscom da un sacco di anni. Lui in questi giorni è solo a casa perché la famiglia è in vacanza a San Bernardino e lui va avanti e indietro nei weekend.

Dopo il tour della casa, dentro e fuori, doccia e lavatrice, siamo andati a cena fuori al lido di Riva San Vitale sulla riva sud del lago di Lugano. Abbiamo mangiato benissimo, come in Italia, solo che i prezzi sono leggermente più altini 😟 Questa sera mi sono salvato perché Noris ha insistito per offrirmi la cena! Grazie Noris, oltre a casa vostra mi hai pure offerto la cena!!

In 24 giorni di pranzi e cene in Italia ho mangiato la pizza solo una volta, a Pompei. Questa sera, in occasione della 25esima tappa ho preso la pizza per la seconda volta e devo dire che era ottima, niente da invidiare alla pizza napoletana.

Da domani cominciano le salite che mi porteranno mercoledì in cima al passo del Gottardo. Siccome sono di qualche giorno in a anticipo sulla tabella di marcia originale, ho deciso che farò un mini tour della Svizzera prima di tornare a casa, ma non so ancora bene quali saranno le tappe da giovedì. Domani, martedì, arriverò ad Airolo, e mercoledì a Cham. Sabato torno a casa con un giorno di anticipo.

Dettagli del giro di oggi (92 km, 705 hm):

Tappa 24. Castana – Magenta

Ieri avevo scritto che oggi sarebbe stata una giornata di riposo, perché avrei fatto parte del percorso insieme a mio fratello ad un’andatura molto tranquilla…beh, se 100 km si possono considerare un giorno di riposo, allora sì, oggi mi sono riposato 🤪

Questa mattina, mentre stavo ultimando gli ultimi preparativi, ricevo un messaggio da mio fratello, che era partito da Torino alle 7, che mi dice che il treno da Rho a Milano Porta Vittoria era stato cancellato! La causa era uno sciopero di Trenord, la compagnia di treni che serve alcune zone del milanese e pavese con treni locali. A Porta Vittoria doveva prendere un altro treno per Certosa di Pavia, dove avremmo dovuto incontrarci alle 9.40. Per raggiungere Porta Vittoria in bici erano 15 km, ma prima bisognava districarsi tra le strade di Milano con Google Maps che in Italia prevede come mezzi di trasporto solo la macchina o a piedi. Entrambi i mezzi non sono ideali quando si va in bici, perché si rischia di finire in autostrada o giù da scalinate impossibili.

Ad ogni modo, l’appuntamento delle 9.40 era definitivamente saltato e rimandato alle 11.10. A quel punto ho fatto tutto con calma, ho ancora chiacchierato con il gestore del B&B, fedelissimo di Salvini, e con gli ospiti ticinesi. Sapendo che avevo 36 km per raggiungere Certosa di Pavia, sono poi partito con il giusto anticipo. Il gestore del B&B mi ha più volte ricordato di non perdere la visita alla Certosa.

Parto e con un bel ritmo dopo 30 km raggiungo la periferia di Pavia. Siccome l’appuntamento era a Certosa di Pavia, salto la città e continuo lungo la strada, ma pochi minuti dopo ricevo una chiamata da mio fratello che mi dice che pure il treno da Porta Vittoria era stato cancellato, così come tutti quelli che sarebbero dovuti passare da lì a causa del solito sciopero. Decidiamo pertanto di seguire un percorso comune, io da sud e lui da nord e di incontrarci lungo la strada. Così gli invio il tragitto da seguire ed mi fiondo sulla strada a tutta velocità. Per essere però sicuri di trovarci lungo il percorso, ci inviamo le rispettive posizioni live di Google Maps che ci permettono di sapere dove si trova l’altro, nel caso uno dei due non segua esattamente il percorso stabilito! Infatti, dopo una mezzora lo chiamo e mi dice di essere finito da un’altra parte, ad Opera, un paese a pochi chilometri a sud di Milano. In realtà non è facile guidare la bici con il navigatore in mano, su strade trafficate, e con la batteria che si sta scaricando. Era meglio stare fermi, riposarsi e aspettare il mio arrivo. E così ha poi fatto.

E finalmente, verso le 12.30 ci siamo incontrati nel paese di Opera, giusto giusto all’ora di pranzo. Abbiamo pertanto incominciato il nostro giro in bici insieme al ristorante, io con 60 e lui con 30 chilometri già percorsi!

Un paio d’ore dopo abbiamo finalmente dato il via alla nostra pedalata insieme, cosa che non facevamo dal lontano 1989 quando andammo a Yosemite durante le mie vacanze studio a casa sua in California prima dell’anno di scambio in Michigan. Ed è probabile che fosse pure lo stesso periodo, luglio, perciò senza volerlo oggi abbiamo festeggiato i trentesimo anniversario dall’ultima pedalata insieme!

Per raggiungere la ciclabile del Naviglio Grande abbiamo dovuto fare qualche slalom in mezzo a paesi tipo Rozzano, Assago, Corsico per poi arrivare a Trezzano sul Naviglio. Da lì in poi abbiamo potuto godere di una bella ciclabile fino ad Abbiategrasso, unica tappa foto del giorno!

Eh sì, nella fretta di raggiungere mio fratello ho passato Certosa di Pavia senza vedere la Certosa! Motivo per ritornare in questa zona in futuro.

Ad Abbiategrasso era tutto chiuso, ma chiedendo in giro siamo riusciti a trovare un bar per prenderci qualcosa di fresco e io in particolare per mangiare un’altra volta. Ormai il mio corpo ha bisogno di cibo ogni due ore a prescindere dalla quantità di sforzo che io faccia e oggi nel pomeriggio non ho praticamente faticato, la strada era praticamente piatta ed abbiamo pedalato molto tranquillamente, anche perché alla bici di mio fratello non si poteva chiedere di più! Una vecchia bici monomarcia con la quale oggi sì è fatto ben 70 km, di cui 40 km insieme. Grande Roby!

Ancora 10 km ci separavano dalla destinazione finale, Magenta, dove io avevo prenotato il B&B e da dove mio fratello avrebbe dovuto prendere il treno diretto per Torino, questa volta con Trenitalia e perciò senza la paura dello sciopero. Qui a Magenta abbiamo ancora cenato insieme.

Il B&B di questa sera è in una villa in fase di ristrutturazione, quel che è stato messo a posto, come la mia stanza, è super moderno e nuovo di pacca. Sono l’unico ospite in tutta la casa, i gestori però vivono qui, ma l’ho scoperto solo pochi minuti fa quando ho sentito aprire la porta dell’ingresso della villetta.

Domani dovrei andare a Mendrisio a casa del mio amico e collega Noris, ma le previsioni danno brutto tempo in un tutto il nord fino al primo pomeriggio e c’è la remota possibilità che io decida di fermarmi qui a fare niente, solo a riposare. In realtà di stare qui non ne ho assolutamente voglia, anche perché a Magenta non c’è nulla. Certo, potrei andare a Milano a farmi un giro, ma se piove tanto non è nemmeno divertente e se piove poco, allora posso anche andare in bici. Perciò deciderò domani mattina. Ho comunque optato per fare la colazione alle 9.30, due ore più tardi del solito e poi vedrò come la butta il meteo. Se pioviggina, partirò per Mendrisio, ma farò la strada più diretta, che sono solo 60 km contro i 90 km che avevo previsto.

Dettagli del giro di oggi (100 km, 225 hm):

Ho superato i 2000 km!!

Ho appena fatto il conto dei chilometri percorsi fino ad oggi e usando Strava come riferimento ho scoperto di aver passato i 2000 km poco lontano da qui 😀

Fino ad oggi ho pedalato 2029 km con 19787 m di dislivello in salita!! Su 23 giorni consecutivi fa una media di 88.2 km e 860 hm al giorno, non male 👍👍👍

Tappa 23. Montelungo – Castana

A parte due notti in traghetto in una cabina frigorifera, le altri notti non ho mai avuto freddo. Questa notte passata ho dovuto tirare fuori la coperta di lana in dotazione alla camera. A Montelungo ero a 850 m di altitudine e l’aria era bella fresca, come quella volta in Sicilia nel Parco dei Nebrodi a 1500 m. Ad ogni modo, ho dormito bene avvolto in una bella e calda coperta.

Questa mattina, ho prima sistemato le cose, caricato la bici, pulito la catena e poi ho fatto colazione, così ho potuto fare due belle ore di bici prima di sentire la necessità di fare una seconda colazione.

L’impatto con la strada oggi non è stato dei più facili, visto che per raggiungere la strada per il passo della Cisa ho dovuto fare una salitina di 200 m con delle rampe da 12-17%, poi la strada è proseguita fino al passo con pendenze medie del 5%, roba del tutto fattibile alla giusta velocità. Come intrattenimento ho ascoltato il radiogiornale svizzero dove hanno parlato in lungo e in largo della vittoria di Federer contro Nadal a Wimbledon.

Al passo della Cisa ho lasciato la Toscana e sono entrato in Emilia-Romagna.

Il gestore del B&B mi aveva detto che dopo il passo era tutta discesa, con qualche salitina ogni tanto…beh, 700 m di “salitine” me li sono fatti, altro che tutta discesa. Vabbè, lo sapevo, ma mi ha fatto ridere. Se uno la fa in macchina è tutta discesa!

La discesa comunque c’è stata, e che discesa! 1500 m di dislivello su un bellissimo asfalto, un paradiso per ciclisti. Difatti ne ho incontrati parecchi. Ogni tanto mi sono fermato a fotografare i panorami.

Ad un certo punto mi sono accodato ad un tizio con una Smart che dopo un po’ mi ha dovuto dare strada perché andava troppo piano per me. Io scendevo a 50-55 km/h, ma sulle curve lui rallentava troppo e dopo un po’ si è stufato di aver la mia luce anteriore lampeggiante nel suo specchietto e mi ha fatto passare.

Al termine della discesa, dopo 45 km dal B&B, ho raggiunto Fornovo di Taro, dove ho fatto la seconda colazione. Bello sazio ho percorso i successivi 40 km in pianura in meno di un’ora e mezza raggiungendo Fiorenzuola d’Arda dove ho poi pranzato con spaghetti alle vongole e branzino, consigliato da un locale incontrato in un bar del centro.

Quando ho pagato, mi sono reso conto di aver alzato di parecchio il budget dei pranzi. Tra pranzo, cena e pernottamento penso di arrivare ad una media di 100€ al giorno! Ieri ad esempio ho speso a pranzo 15€, il giorno prima 11€, ma in ristoranti in mezzo alla strada nei posti più insignificanti. Appena ti avvicini alle città o posti turistici e vuoi mangiar bene si arriva tranquillamente a 30€. Già con acqua (2 bottiglie), caffè e coperto si arriva a 10€. Mi sono segnato tutto quello che ho speso, alla fine tirerò le somme. Ad ogni modo, questo mio giro non aveva le pretese di essere un viaggio al risparmio.

Dopo Fiorenzuola d’Arda sono andato dritto fino a Piacenza dove ho attraversato tutto il centro passando dalle zone pedonali. Carina! Qui sotto ero in Piazza dei Cavalli.

Ad un certo punto ho provato una certa emozione quando ho visto per la prima volta dopo tutti questi giorni i cartelli stradali per Torino. Altra emozione la proverò lunedì quando varcherò il confine per entrare in Svizzera dal Ticino.

Dopo Piacenza la strada è proseguita dritta dritta fino a Stradella, dove poi ho girato per il B&B, passando prima per Rottofreno (e qui ho toccato ferro) e poi per Castel San Giovanni, dove poco dopo si entra in Lombardia. Qui ho ancora fatto una pausa gelato. Gli ultimi chilometri sono stati però duri, mi è venuto un forte mal di pancia, forse a causa del gelato, forse del pranzo o della troppa acqua (oggi ho superato i 7 litri), e non sono più riuscito a pedalare veloce.

Fortunatamente il B&B era vicino e quando sono arrivato sono stato accolto calorosamente dal sig. Maurizio, il gestore, che ha pure organizzato un aperitivo di benvenuto. Inoltre, si è offerto di lavare tutte le mie cose e di stenderle! Mi ha detto: “Tu sei in vacanza e ti devi riposare, al resto pensiamo noi“. Che accoglienza ragazzi!!

Qui siamo circondati da vigneti, tutta le colline circostanti ne sono piene.

Nel B&B c’erano altri ospiti, svizzeri del Ticino. Per tutti noi hanno organizzato l’aperitivo di benvenuto con assaggio di vini del luogo, che forte!

Per cena il sig. Maurizio mi ha portato al ristorante e mi è venuto poi a riprendere, perché il posto più vicino è a 3 km e io alla sera la bici non la volevo più toccare.

Domani giornata di riposo… si fa per dire. A 36 km da qui c’è Certosa di Pavia, dove alle 10 incontrerò mio fratello Roberto e insieme percorreremo 43 km di ciclabile fino a Magenta. Con lui andrò piano, perciò per me sarà una giornata di riposo 😄

Dettagli del giro di oggi (148 km, 1037 hm):

Aggiornamento spazzatura per le strade del centro-nord

Era un po’ che volevo scrivere un aggiornamento sull’argomento, visto che le condizioni sono decisamente cambiate rispetto al sud!

Da quando sono sbarcato a Civitavecchia ho subito notato che la quantità di immondizia riversata sulle strade era minore. Più mi addentravo nelle campagne e meno sporcizia vedevo. Salendo sempre più a nord la spazzatura praticamente sparisce dalle strade. Le discariche nelle piazzole di sosta sono solo un lontano ricordo del sud.

Qui al nord mi dicono che se sporchi poi paghi, se ti beccano sono centinaia di euro di multa. Pensa quanti soldi farebbero al sud, almeno per una generazione!

In Toscana non ho praticamente più visto bottiglie ai bordi delle strade. Capita che ogni tanto qualche pezzo di plastica si accumuli, ma secondo me la combinazione cittadino civile con un’amministrazione locale che fa il suo dovere, fa sì che le strade, i parchi e le aree comuni in generale rimangano pulite.

Oggi ho fatto 70 km di pallosissima strada statale in pianura da Fidenza fino a 20 km da Pavia e nonostante il traffico di auto, zone industriali, e zone un po’ abbandonate, ho sempre trovato pulito. Questo mi fa piacere, perché vuol dire che è solo una questione di mentalità e gestione delle risorse comunali.

Forse c’è speranza, perché il sud è così bello, che è veramente un peccato rovinarlo così!

Tappa 22. Lido di Camaiore – Montelungo

Forte dei 150 km di ieri e sapendo che oggi avrei dovuto fare “solo” 85 km, me la sono presa con calma cominciando dormendo un’ora di più! La colazione l’ho fatta direttamente in camera che era già predisposta a tutto con la macchina del caffè, un frigo bar con diverse cose da bere, merendine varie, marmellate e fette biscottate.

Ho lasciato il B&B verso le 9.40 e mi sono diretto verso il lungomare.

La Versilia sprigiona aria di vacanza da tutti i pori, non puoi pensare ad altro quando percorri il lungomare: stabilimenti balneari di tutti i tipi, ristoranti, hotel, luna park, parchi giochi per bambini, piste ciclabili lunghissime e tenute benissimo, gente che corre, che pattina, che pedala, bambini e nonni, tutto in clima vacanziero.

I primi 20 km li ho fatti in scioltezza per recuperare lo sforzo di ieri tendendo il battito sempre sotto i 115 bpm, ma nonostante il minimo sforzo sono riuscito a tenere una velocità abbastanza alta tanto era piatta e ben tenuta la strada.

Arrivato a Sarzana, dopo 35 km circa, ho fatto la pausa colazione con due brioche normali e una con il gelato 😋

Sarzana è molto bella e mi sono preso qualche minuto per fare delle foto.

Uscito da Sarzana la strada ha virato verso l’interno e piano piano è cominciata la salita. Seguendo la SS62 del passo della Cisa sono arrivato fino a Terrarossa da dove ho poi proseguito seguendo la Via Francigena ciclabile. La statale sarebbe stata più veloce, ma oggi era particolarmente trafficata.

Dapprima la Francigena mi ha fatto fare uno sterrato, ma poi è cominciata una bella stradina asfaltata in mezzo ai boschi.

A Lusuolo ho trovato un borgo delizioso, ma privo di anime.

Erano già le 14 e cominciavo a sentire un certo languorino, così dopo aver mangiato due brioche prese al B&B mi sono messo alla ricerca di un ristorante, che ho poi trovato lungo la strada una mezzoretta più tardi.

Le nuvole in cielo intanto si stavano addensando sempre più, le mie app meteo mi portavano pioggia dalle 16.30 nel luogo dove mi stavo dirigendo. Avevo ancora 17 km e 650 m di dislivello da fare, perciò ho mangiato abbastanza alla svelta e poi sono ripartito.

Con un cielo così sono cominciate a scendere le prime gocce quasi da subito, così prima di lasciare definitivamente il ristorante mi sono messo i famosi sacchetti nei piedi insieme ai copriscarpe da pioggia e preparato tutto l’occorrente nel caso fossi stato sorpreso dal temporale.

È andata bene fino a 4 km dalla meta, poi è cominciato a piovere. È stata una cosa veloce e mi sono bagnato di più col sudore sotto l’abbigliamento impermeabile che dalla pioggia. E poi è rispuntato il sole.

Arrivato al B&B ho chiacchierato col gestore, molto simpatico, e abbiamo scoperto che lui ha dei parenti di Villarbasse, il paese di Laura.

Dopo le solite procedure di lavaggio, mio e del mio abbigliamento, sono andato a cenare.

Domani ho un altro tappone, 145 km per arrivare a Castana, a circa 30 km da Pavia.

Dettagli del giro di oggi (89 km, 1156 hm):

Tappa 21. Siena – Lido di Camaiore

Questa mattina sono stato lento come non mai, sveglia alle 7, ma i piedi sui pedali li ho messi solo alle 9. Siena è bellissima, ma è un labirinto di strade e stradine, ho impiegato 15 minuti e 3 km di giri a vuoto per uscire dalla città 🤪

Dato che oggi avevo previsto una tappa lunga, un po’ anche per testarmi con le lunghe distanze, dovevo evitare di fare troppe soste…ma come si fa, qui ogni paese e panorama è tutto bello e merita sempre uno stop.

Le colline senesi sono molto verdi, si alternano tra vigneti, uliveti e fitta macchia verde.

La prima deviazione l’ho fatta per vedere il borgo medievale all’interno delle mura del castello di Monteriggioni.

Successivamente ho attraversato tutta la città di Poggibonsi, grande, ma non mi è piaciuta. Avevo previsto di fare la pausa colazione qui, ma alla fine ho lasciato perdere. I cartelli per la città di San Gimignano dicevano solo 11 km, così ho optato per fare una deviazione per andare a vederla. Questa deviazione ha comportato un’aggiunta di metri di dislivello in salita, ma ne è valsa la pena! Come me devono però averlo anche pensato le migliaia di persone che oggi affollavano il centro 😀

Qui a San Gimignano mi sono fermato per una seconda colazione, o primo pranzo visto che erano già le 12, con un’isalata belga, fichi e pinoli e tanto pane 😁

Dopo questo pranzetto, mi restavano “solo” più 105 km da fare… praticamente dovevo ancora incominciare la mia giornata, ma erano già le 12.45 😰

Scendendo giù a valle ho visto le indicazioni per Cortaldo, altro bellissimo paese con il borgo medievale arroccato su in alto. Non ho resistito ed ho deviato pure per quello, aggiungendo chilometri di strada e metri di salita 🤭

A quel punto ho dato uno stop alle deviazioni! Unica pausa che mi sono ancora concesso prima di arrivare a Pisa è stata quella per il pranzo. Quello che avevo mangiato a San Gimignano se n’era già andato nel giro di un’ora. Ma prima ho ancora fatto una fotina alla chiesa di Castelfiorentino 😁

Poi tirata di 50 km per Pisa ad una velocità sostenuta nonostante il vento contro di tanto in tanto. Ho usato il doping musicale come forza trainante! Quando ascolto la musica delle playlist dei miei figli vado molto più veloce e succede che il battito cardiaco aumenti pure, perché spingo di più, ma non me ne accorgo. Con il mio casco con le casse acustiche incorporate ho sempre il pieno controllo di ciò che mi circonda, in particolare il traffico che arriva da dietro.

Arrivato a Pisa il navigatore mi ha portato subito alla mitica Torre, che avevo visto nel 1990! Erano solo passate due ore e il pranzo me l’ero già bruciato tutto e stavo morendo di fame! Così ho ancora preso una pizzetta e una focaccia farcita. Poi, foto ricordo con la Torre 😄

Gli ultimi 25 km sull’Aurelia non sono stati tanto divertenti perché a quell’ora, verso le 18, c’era un sacco di traffico. Ad ogni modo, sono arrivato in meno di un’ora a destinazione s Lido di Camaiore, in un bellissimo B&B super accessoriato. Come sempre, doccia, bucato e stretching e poi giù al mare alla ricerca di un ristorante. Ovviamente stavo di nuovo morendo di fame 🥵

Con quello che ho bevuto a cena sono arrivato a 7 litri d’acqua oggi! Il motore ha bisogno di un sacco di energia. Avevo previsto 130 km e 300 m di salita, ho fatto invece 152 km con 830 m di salita. Con questo in mente, pianificherò le tappe a partire da sabato.

Lido di Camaiore è molto viva, il lungomare è affollatissimo.

Domani, venerdì, incomincio la salita verso il nord. Lascio il mare e mi dirigo verso il passo della Cisa, ma pernotterò in un borgo qualche chilometro prima, a 85 km da qui, con una salita di poco più di 1000 m. Vediamo come girano le gambe domani 😉

Dettagli del giro di oggi (152 km, 833 hm):

Tappa 20. Castiglione d’Orcia – Siena

Esco fuori pensando di trovare tutto bagnato e invece c’è un bel sole, l’aria è fresca e il cielo è limpido! Bene, non ha (ancora) piovuto!

Mentre sistemavo tutta la mia roba, mamma e figlia mi hanno preparato un’ottima colazione con un sacco di roba buona.

Oggi era prevista una tappa corta, poco meno di 60 km per arrivare a Siena. Sapevo che lungo la strada avrei passato qualche paesello interessante, perciò non avevo intenzione di fare una tirata unica, tra l’altro c’era anche la minaccia del meteo, che aveva previsto per oggi l’apocalisse.

Dopo pochissimi chilometri dal B&B ho fatto la mia prima tappa a Bagno Vignoni, dove ci sono le acque termali.

Proseguendo lungo la strada si vedono le bellezze delle campagne toscane della Val d’Orcia. Distese immense!

Successivamente ho attraversato San Quirico d’Orcia, spettacolo di paese pure questo.

Dietro la statua di Nuvolari si intravede un cielo minaccioso, intorno a me si stava annuvolando e la temperatura cominciava a scendere. Le app meteorologiche che avevo consultato stavano lanciando allarmi di guerra e i tuoni si sentivano all’orizzonte! Speranzoso che il temporale non sarebbe mai arrivato, mi decido comunque a tirar fuori tutto l’abbigliamento da pioggia, in particolare mi infilo i famosi sacchetti di plastica a mo’ di seconda calza e indosso poi i copriscarpe da pioggia.

Proseguo per altri chiarimenti attendendo il peggio…dietro di me era tutto nero, davanti a me pure, ma sopra di me il cielo era chiaro. Incontro la strada bagnata, perciò capisco che lì aveva piovuto, ma io ero sempre asciutto.

Come per magia il cielo si apre e ritorna il sole 😁😎

Sulla mia strada, prima di arrivare a Siena, ho attraversato ancora Buonconvento, dove ho fatto una pausa veloce per mangiare due brioche prese dal B&B.

A pochi chilometri da Siena trovo questo cartello che segnalava un’allerta arancione per temporali fino alle ore 13. Ma come si vede dal cielo nella foto, non sembrava proprio che tirasse aria di tempesta 🙄

Ma mentre ormai vedevo Siena avvicinarsi sempre più, il cielo si riannuvola, il vento si alza e la temperatura scende! Non faccio in tempo ad entrare in città, passando da una delle porte di ingresso al centro storico, che comincia a piovere! Fortunatamente sono cadute solo poche gocce, appena arrivato davanti all’hotel ha smesso di piovere ed è di nuovo ritornato il sole!

Lo scopo del giro di oggi era quello di arrivare a Siena per pranzo per poi avere abbastanza tempo per girare in città. Il mio hotel è a 50 m da Piazza del Campo, ho tutto il centro a portata di mano.

Ho fatto tutto quel che potevo in mezza giornata seguendo i consigli di questo sito della città di Siena, sono pure salito in cima alla Torre della Mangia, con i sui 400 scalini, proprio quello che ci voleva per il mio pomeriggio di riposo 😁 La vista dalla sommità della era mozzafiato!

Bene, per oggi può bastare così 🤪 Adesso manca solo più una bella cena e una dormita rilassante.

Per domani ho deciso di fare un tappone di 130 km ed arrivare a Lido di Camaiore, passando anche per Pisa per fare un saluto alla Torre che non vedo dal 1990. Lungo la strada attraverserò sicuramente un sacco di paesi e cittadine interessati; qui in Toscana è veramente tutto bello!

Dettagli del giro di oggi (55 km, 669 hm):

Tappa 19. Zepponami – Castiglione d’Orcia

Se dovessi intitolare questo articolo per descrivere la mattinata scriverei “Gita al Lago di Bolsena senza vedere il lago!”.

Questa mattina mi sono svegliato verso le 6 e sono uscito in terrazza per vedere se i miei vestiti erano asciutti. Erano ancora leggermente bagnati, la notte è stata umidissima e questa mattina era tutto grigio, sembrava ci fosse la nebbia…altro motivo per rimpiangere il sud 😭

Ho ritirato tutto in casa sperando in un’asciugatura veloce e mi sono rimesso a dormire, perché la sveglia era prevista per le 7.

Al risveglio mi sembrava tutto asciutto, ma poi mi sono detto, che differenza fa, 10 minuti in bici con questa umidità ed è tutto di nuovo bagnato!

Renato ha preparato un’ottima colazione che io ho divorato come se non mangiassi da una settimana, e dire che ieri sera ho mangiato tre piatti pieni di pasta!

La giornata in sella è cominciata subito con una salita verso Montefiascone, giusto per darmi la certezza che aver asciugato i vestiti non era servito a nulla!

Ma dopo una salita, c’è sempre una discesa…si, sempre che la discesa non sia in fuoristrada! Ho cominciato subito col prendere la Via Francigena ciclabile e appena ho lasciato la Cassia è incominciato un bel sentiero asfaltato privo di traffico…dopo un po’ vedo un cartello su cui c’era scritto “Attenzione, sabato 13 luglio gara di mountain bike”. Ecco, adesso incomincia un sentiero che verrà usato per una gara di mountain bike, mi sono detto, chissà che bello sarà con la mia bici 😟😟 Ahhh, tutto sconnesso, tutto che traballa, il mio fondoschiena che grida vendetta,…fortunatamente la tortura dura poco e il sentiero maledetto si ricongiunge ad una stradina asfaltata che in discesa mi porta quasi fino a Bolsena…del Lago di Bolsena 🙄 Per un breve tratto sono pure passato molto vicino al lago, ma non mi sono tanto interessato alla cosa, c’era il cielo grigio e non si distingueva ancora bene la separazione tra lo specchio d’acqua del lago e il cielo.

Sono poi arrivato nella cittadina di Bolsena e sono subito andato per la strada che portava al centro. Era ancora troppo presto per una seconda colazione, così sono entrato nella zona pedonale spingendo la bici a piedi ammirando i negozietti, le costruzioni antiche in stile medioevale e la gente che di buona mattina era già in giro.

Attraversato il centro, decido di proseguire la mia strada e mi ributto sulla Cassia. Ogni tanto intravedo l’acqua del lago e la cosa mi fa subito capire che mi ero dimenticato di scendere per vederlo, anche perché è il lago di origine vulcanica più grande d’Europa. Perdo un paio di accessi diretti, ma non volendo tornare indietro mi convinco che più avanti avrei trovato altre possibilità. Ma intanto la strada che stavo percorrendo si addentrava sempre più verso l’interno allontanandosi dal lago. Ho provato due volte a deviare e prendere delle stradine che sembravano portare al lago, ma tutte e due le volte arrivavo davanti a qualche villa con le loro proprietà private. Avevo ormai perso troppo tempo, il cielo nel frattempo si era fatto più grigio e mi aspettavo da un momento all’altro che cominciasse a piovere. E così sono stato al Lago di Bolsena, senza aver visto il lago!

Lungo la strada ho affrontato una prima salita abbastanza ripida fino a San Lorenzo Nuovo da dove poi è cominciata una lunga discesa fino ad Acquapendente, dove alle 11.30 ho fatto la sosta per una seconda colazione.

Qui manca la vista del mare, e si sente, ma la strada che percorro attraversa sempre paesi graziosissimi. È un piacere fermarsi in un bar al centro del paese per prendersi qualcosa. Inoltre questi paesi sono tutti lungo la Via Francigena, perciò sono sempre ben attrezzati per accogliere i turisti/pellegrini che percorrono a piedi o in bici questo sentiero. E il fatto che ci siano diversi ciclisti che percorrano questa strada mi rende quasi invisibile agli occhi dei locali, ormai abituati a vedere gente con bici cariche di borsoni, sacchi a pelo e quant’altro.

Questa mattina ho incontrato parecchi cicloturisti che andavano però tutti in direzione opposta alla mia. La via ufficiale in realtà va a Roma, mentre io invece mi sto sempre più allontanando dalla capitale e così mi trovo ad essere l’unico a procedere nel verso opposto 🤔

Ogni tanto la Francigena ciclabile e quella pedonale si sovrappongono, ma normalmente quella pedonale passa in mezzo a boschi, sentieri stretti con pietre, o altri passaggi difficili. Ecco perché è stata creata una versione ciclabile, anche se per le tratte in sterrato sarebbero più adatte le mountain bike, piuttosto che le bici da cicloturismo cariche di pacchi come la mia. Oggi ho comunque alternato un po’ la Cassia, un po’ la Francigena e devo dire che questo mix è andato bene, grazie anche al fatto che su quelle tratte di Cassia che avevo scelto di fare c’era poco traffico.

Lasciato il paesello di Centeno, veramente quattro case messe in croce, ma tutte ristrutturate benissimo, sono passato dal Lazio alla Toscana.

Già mi ero accorto che stavo per arrivare in Toscana dall’accento delle persone, il toscano cominciava a sentirsi sempre più.

Da qui a breve è cominciata la lenta e lunga salita per il borgo di Radicofani, un paesello stupendo con la sua fortezza che sovrasta tutta la regione.

Qui mi sono fermato per il pranzo e per una visita alla fortezza.

Si poteva andare fin su in cima alla torre, da dove c’è una vista su tutta la regione, una posizione super strategica se si pensa al passato.

In questa ultima foto qui sopra si vede il Monte Amiata, che in realtà è un vulcano.

Verso le 16 ho ripreso a pedalare, ora c’era solo più discesa! Ma non è sempre facile nemmeno in discesa, perché nel pomeriggio si è alzato un ventaccio fortissimo che non mi ha reso facile stare in equilibrio con tutto il peso che ho, inoltre il vento era a tratti pure contro, perciò nonostante avessi una bella discesa, dovevo ancora spingere per andare avanti.

Ad un certo punto ho visto questi quattro cartelli in sequenza e mi sono sembrati divertenti.

Nel giro di 1.5 km poteva succedere di tutto, attraversamento di bestiame, animali selvatici e presenza di dossi su una strada con banchina cedevole. Non ho visto nulla di tutto ciò!

Finita la discesa ho ancora avuto un paio di chilometri in pianura e con il vento contro non è stato divertente, poi finalmente ho trovato un trattore con rimorchio davanti a me che correva a 30 km/h, mi sono accodato e senza fare sforzo ho percorso gli ultimi chilometri senza più essere infastidito dal vento 😁

Questa sera il B&B non è di quelli “veri e autentici, tutti in famiglia a tenerci compagnia”, nel senso che ho un letto e domani una colazione. Ho però a disposizione una cucina attrezzatissima, così come una lavatrice che ho subito usato per fare il bucato, ma niente contatto umano con i proprietari se non per il minimo necessario. Vabbè, a me va anche bene così, se non fosse che qui dove sono, a Gallina/Castiglione d’Orcia, non ci sono posti per mangiare 😱 L’unico ristorante nelle vicinanze ha al martedì il suo riposo settimanale, e poi c’è un bar che fa panini. A 6 km ci sarebbe stato Bagno Vignoni con diversi ristoranti, posto bellissimo che visiterò domani mattina, ma non avevo più voglia di prendere la bici. Perciò ho optato per due mega panini con la porchetta, una bitta Moretti e 250 g di spaghetti cucinati da me 😋

Per questo la cucina è fornita di tutto. Ah, pure questa sera sono solo, ma domani sono previste 12 persone, così mi ha detto il gestore.

Domani ho una tappa corta di 60 km per raggiungere Siena, cosa che voglio fare al mattino per poi avere tutto il pomeriggio per visitare la città. Mi rifarò a Siena con la cena!

La meteo prevede ahimè scenari apocalittici da domani, con rovesci intensi, cali di temperatura, vento forte e grandine. Speriamo di avere fortuna, ho comunque l’attrezzatura da pioggia a portata di mano. Per adesso, ho solo patito il vento che si è alzato nel pomeriggio…preludio di cosa potrà arrivare da domani? Vedremo 😟🙄😖

Dettagli del giro di oggi (82 km, 1091 hm):

Tappa 18. Civitavecchia – Zepponami

Ci sono delle persone dalle quali ti puoi aspettare le cose più strane, in particolare quando si parla di fare delle sorprese. Una di queste è senza ombra di dubbio mio fratello, la sua capatina di qualche ora da Torino a Napoli per incontrarmi è stata veramente una sorpresa. Lui è solito fare cose così, quando meno te lo aspetti.

Poi ce n’è un’altra, che è nota nel giro di amici di Stoccolma per sortite del genere: Vittorio! Al matrimonio mio e di Laura a Stoccolma, è venuto su da Roma e si è presentato chiuso in uno scatolone! Ovviamente, è stata una sorpresa enorme vederlo sbucare fuori da quello scatolone piazzato in mezzo al cortile del municipio di Stoccolma dove Laura ed io ci siamo sposati!

Questa mattina, ero in attesa per lo sbarco a Civitavecchia quando il cellulare ha ripreso copertura e mi vedo arrivare questo messaggio da Vittorio!

Dopo uno scambio di messaggi, io sono poi uscito dalla nave e mi sono incamminato fuori dal porto cercando di trovare l’inizio del percorso da me pianificato. Avevo inviato a Vittorio lo stesso percorso con l’intenzione di fare l’incontro lungo il mio traggito appena fuori dal porto. Purtroppo l’uscita dal porto di Civitavecchia per me non è stata indolore, le strade non erano esattamente come le vedevo io sul GPS. Dopo qualche rotonda, pezzi su rettilinei insieme a camion mastodontici, ho finalmente trovato la mia stradina secondaria. A quel punto ho poi chiesto aiuto a Google, inviando a Vittorio la mia posizione istantanea, che lui ha potuto usare per rintracciarmi con la macchina.

Ah, dimenticavo, Vittorio vive a Roma e questa mattina aveva un appuntamento alle 10.30 a Tor Vergata e alle 8.30 ci stavamo ancora cercando. Finalmente arriva! Che grande piacere rivederlo dopo tanto tempo e che sorpresa!

Dopo aver trovato un bar lungo la strada, ci siamo finalmente potuti rilassare per fare due chiacchiere. Vittorio mi ha poi confessato che era venuto come portavoce di una protesta contro i ciclisti svizzeri che vengono in Italia ad inquinare e mi ha portato il volantino della petizione! 🤣 Pure questo ha fatto prima di venire, che forte! 😂😂

Il tempo è volato e dopo un paio di foto, caffè e cornetti, ci siamo dovuti separare, io per andare a Viterbo e lui indietro a Roma. Grazie Vittorio!

Che sensazione strana oggi, fino a ieri ero nel profondo sud, raggiunto con tante giornate di fatica e chilometri macinati con la mia fedele bicicletta da Napoli fino a Palermo e adesso in una sola notte ero ritornato di nuovo su in centro Italia sulla via di ritorno per la Svizzera. È ancora lunga, ma ormai la metà del mio giro l’ho superata, 18 tappe consecutive, sempre in bici con una media di 80 km al giorno. Chissà cosa troverò qui, chissà chi incontrerò e che esperienze farò.

Lasciata Civitavecchia alle spalle, mi sono addentrato nelle campagne.

Mi manca la vista del mare e mi manca quell’arietta che al mattino mi rinfrescava. Adesso fa caldo, sono le 10.30 e sul mio GPS vedo già 38 gradi!! Ad un certo punto finisce pure l’asfalto e comincia lo sterrato. Uhmmm, lo sterrato non l’avevo previsto e per rendere la cosa ancora più “interessante”, c’è pure una bella salita!

Quando ho pianificato questa parte di giro ho cercato di selezionare stradine secondarie lontane dalle grosse statali. In realtà non tutte le statali sono brutte, se penso alla SS18 nella parte da Salerno a Villa San Giovanni o le SS113 e SS114 in Sicilia, strade fantastiche, magari anche qui si trovano statali belle come quelle e le sterrate me le posso risparmiare. Con tutto quel peso che mi porto dietro, se il manto stradale è sconnesso, o non c’è come in questo caso qui nelle campagne fuori Civitavecchia, io fatico il doppio.

Fortunatamente, in cima alla salita è ritornato l’asfalto, ma scegliere strade secondarie troppo “secondarie”, potrebbe costarmi fatica, così oggi ho deciso di agganciarmi alla Ex Aurelia e poi alla Via Cassia e di percorrere quelle.

Dopo una pausa a Monte Romano, a questo punto per la terza colazione, ho interrotto la strada che avevo programmato e scelto di seguire per Viterbo lungo la Ex Aurelia. Ho avuto fortuna, perché c’era poco traffico e l’asfalto era perfetto, quello che sogna il ciclista di strada, e con facilità sono arrivato a Viterbo seguendo verso la fine la Via Cassia.

Dopo aver letto qualche informazione su Google riguardo Viterbo, mi sono addentrato nelle mure che circondano la città. Il centro storico è bellissimo! Ho visto e sentito un sacco di turisti, evidentemente la città è meta turistica, in particolare è meta per chi vuole percorrere a piedi, e adesso anche in bici, la famosa Via Francigena, che nella tratta italiana più battuta va dal Grand San Bernardo fino a Roma, passando anche per Viterbo. In realtà, la tratta italiana arriva fino in Puglia.

Anche il mio percorso in parte seguirà la versione ciclabile della Via Francigena, ma se ci saranno troppi sterrati, allora proseguirò lungo altre strade più asfaltate, anche se più trafficate. E questo è quello che ho pensato oggi quando da Viterbo mi sono diretto verso la mia destinazione finale, Zepponami, a soli 15 km da Viterbo. Ho visto l’innesto della Francigena, ma quel pezzo mi sembrava troppo dissestato e così ho optato per la Cassia.

Non è stato facile con tutto quel traffico che mi sorpassava, ma alla fine sono arrivato al mio B&B “I Tulipani Olandesi” gestito da una coppia olandese molto simpatica, Wilma e Renè, ma lui per gli italiani si fa chiamare Renato.

Come ormai di consueto in questo viaggio, per caso ho scelto un B&B, e come per magia la scelta si è poi rivelata sempre azzeccata: ottima sistemazione, ottimi gestori, ottima esperienza di scambio e, come già capitato altre volte, anche ottima esperienza culinaria.

Anche questa sera ho mangiato benissimo. La signora Wilma ha cucinato un’ottima caprese, una pasta squisita e un delizioso dessert. Ho pure assaggiato il limoncello preparato da Renato, ottimo anche quello. E poi la cena l’abbiamo fatta tutti insieme ed io mi sono sentito un po’ come l’ospite speciale, visto che questa sera c’ero solo io, oltre alla mamma e sorella della signora Wilma qui in visita dall’Olanda. Abbiamo parlato tutta la sera in inglese per dare a loro due la possibilità di partecipare alle discussioni, perché altrimenti Wilma e Renato parlano benissimo l’italiano, imparato qui in Italia dopo diversi anni di gestione del loro B&B.

Mi sono sentito come uno di casa e anche qui ho potuto apprezzare appieno il vero spirito del B&B e cioè far parte della famiglia ospitante.

La tappa di domani mi porterà a Castiglione d’Orcia a circa 80 km da qui attraverso un bel po’ di salite.

Dettagli del giro di oggi (77 km, 968 hm):