Nuova compagna di viaggio

Scrivo retrodatando la data del post a venerdì 24 gennaio.

Oggi è entrata a far parte del mio parco bici una nuova compagna, una vera bicicletta da corsa. Era un po’ che ci pensavo, dopo svariate modifiche per alleggerire quella da cicloturismo usata per il giro sabbatico, e alla fine mi sono deciso sfruttando un’offerta che ho trovato su internet (30% di sconto).

E così è arrivata la Rose Team GF Four Disc Force.

https://www.rosebikes.it/rose-team-gf-four-disc-force-2673753

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L’altra l’ho riconfigurata da fuoristrada, o da “gravel” come si dice oggi, con cerchioni pesanti ma robusti e con dei copertoni da mountain bike per uscite più avventurose e fangose in questi giorni d’inverno!

Tanti auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo 2020

Sono mesi che mi dico e ridico di ritornare attivo sul blog per raccontare quello che mi sta frullando per la testa dal punto di vista cicloturistico, ma ahimè per adesso non ci sono ancora grossi piani per il 2020, solo poche idee e perlopiù confuse!

È da qualche mese però che testo la modalità “bikepacking”, un cicloturismo più spartano, dalla breve durata, dove ci si porta dietro solo lo stretto necessario in borse o sacche attaccate al telaio della bicicletta, senza un vero portapacchi e senza i classici borsoni. Per chi fosse interessato a saperne di più, qui si può trovare qualche informazione interessante.

Certo, così non si viaggia per lunghi periodi, anche se c’è gente che ha fatto il giro del mondo in questa modalità. Per quanto mi riguarda, nel 2020 ho come obiettivo di trascorrere qualche weekend in giro per la Svizzera portandomi dietro solo quello che riesco a far entrare in queste borse(tte).

In questi giorni sto riguardando la mole di roba che mi ero portato quest’estate in giro per l’Italia. La metà non è stata usata, tipo tenda, sacco a pelo e materassino, così come tutta una serie di indumenti e oggettistica varia. E così, spinto dalla voglia di ottimizzare il bagaglio quale occasione migliore che non testare il minimalistico bikepacking? Ecco, questa è l’unica cosa che mi sono proposto come obiettivo 2020. Al prossimo sabbatico manca ancora un sacco di tempo!

Chiudo questo brevissimo post augurando a tutti quelli che sono ancora iscritti al blog, e alle loro famiglie, un Buon Natale e Felice Anno Nuovo!

Quanto mi sei costato!

Dopo due settimane mi sono preso qualche minuto per verificare tutte le spese e adesso posso confermare quello che avevo previsto nell’articolo della tappa 23, quando scrivevo che in media stavo spendendo 100€ al giorno. Infatti, su 30 giorni ho speso 3’060€ e il contributo più grosso è arrivato dal mangiare!

  • Pernottamento con prima colazione: 965€ (31.5%)
  • Seconda colazione: 110€ (3.6%)
  • Pranzo: 575€ (18.8%)
  • Cena: 830€ (27.1%)
  • Trasporti (tre traghetti e un treno con trasporto bici): 320€ (10.5%)
  • Varie (escursioni, farmacia, pastiglie freni, acqua, snacks): 260€ (8.5%)

Da qui si vede che il contributo per il mangiare, oltre la prima colazione già inclusa nel prezzo del pernottamento, ha rappresentato metà delle spese con ben 1’515€ (49.5%), una media di 50€ al giorno.

Che cosa posso dire? Che mi sono trattato e nutrito bene 😁

Nota: dal costo del biglietto dei traghetti ho detratto una media di 25€ per la cena, 5€ per la prima colazione e 25€ per la cabina. La tratta in nave più economica è stata quella da Palermo a Civitavecchia, la più cara quella per la Sardegna da Genova a Porto Torres.

Il giorno dopo…

Avevo promesso che avrei scritto ancora qualcosa dopo il mio ritorno a casa e quale occasione se non quella di raccontare cosa ho fatto il giorno dopo? Beh, per prima cosa ho dormito un sacco e durante la giornata, se non avessi avuto diverse cosette da fare, avrei continuato a dormire 😵😵

Poi la prova bilancia! Quando sono partito pesavo 75.7 kg, come scrivevo in questo articolo, dopo aver perso un paio di chili nelle ultime settimane e ben 4 chili da inizio anno, quando avevo cominciato il mio programma di allenamento. Adesso, dopo tutto quel bel mangiare in Italia, ho già recuperato qualcosa, perché ho raggiunto quota 78.5 kg! Nei prossimi giorni dovrò stare attento perché la voglia di mangiare tanto c’è sempre, ma non bruciando più tutte quelle calorie rischio di sforare gli 80 kg!

Durante il giorno ho svuotato i borsoni, rimesso a posto tutti i vari oggettini, sorriso per tutte quelle cose che mi ero portato, ma che non ho mai usato, tipo la tenda, il materassino e il sacco a pelo, così come tante altre cose che andrò poi ad analizzare nei prossimi giorni. Ci sono delle cose che non ho usato, ma che riporterei di nuovo, come tutto quello che ha a che fare con la manutenzione della bici. Fortunatamente non si è rotto nulla, ho solo avuto una micro foratura e basta, ma in tour di molti giorni gli imprevisti meccanici possono capitare e non avere gli strumenti o i ricambi giusti nel momento del bisogno può rovinare la giornata o il tour stesso.

Mentre rimettevo a posto tutte le mie cose nei cassetti e armadi mi sono reso conto della quantità smisurata di magliette, magliettine, pantaloncini, sottomagliette, giacche, fascette, ecc., che ho accumulato negli anni, quando in realtà con un paio di pantaloncini e un paio di magliette sono andato avanti per un mese, e sarei potuto andare avanti ancora per chissà quanto tempo.

Ho voluto poi controllare ogni parte della bici e il modo migliore per farlo è stato ripulirla bene in ogni sua piega in modo da scovare possibili rotture o prevenire futuri guasti meccanici. Ho trovato una maglia della catena leggermente piegata, forse a causa di una cambiata sotto sforzo, e le pastiglie dei freni consumate, ma per il resto era tutto in ordine.

Domenica prossima partiamo per le ferie di famiglia nei Balcani, quattro settimane tra Slovenia, Croazia, Montenegro e Albania. Prima di partire per il mio giro in Italia avevo pensato che dopo un mese intero a pedalare non avrei più voluto rimettermi in sella ad una bici per un po’. Invece, dopo aver sistemato la bici usata durante il tour, mi sono messo a preparare la bici che mi porterò in vacanza nei Balcani 🙂 Ho capito che non sarei riuscito a stare quattro settimane senza pedalare. Mi porterò la solita mini-bici che mi accompagna quando vado in vacanza con la famiglia.

Il resto della famiglia mi ha lasciato tranquillo, sapevano che avevo bisogno di tempo per ritornare alla realtà, cosa che piano piano sto facendo.

Dopo mezza giornata di lavoro tutto quanto era ritornato al suo posto, come se non fosse mai uscito di casa, è stata una sensazione strana ritirare i borsoni da viaggio l’uno dentro l’altro riponendo tutto in un armadio. Chissà quando li riempirò di nuovo, spero non tra cinque anni quando, se sarò sempre alla Swisscom, avrò diritto ad un nuovo periodo sabbatico di due mesi. Vediamo se riesco ad organizzare qualcosa di più ridotto, ma altrettanto interessante, nei prossimi anni 🤔

Tappa 30. Rheinfelden – Wünnewil, ultima tappa!

Oggi, 20 luglio 2019, celebro la fine del mio giro sabbatico in bicicletta portato a termine con successo dopo aver percorso 2700 km in 30 giorni consecutivi. È pensare che proprio l’anno scorso in questo periodo stavo ricominciando a pedalare dopo essere stato 2 mesi fermo a casa a seguito di un’operazione di sutura al menisco sinistro. Mi ricordo che a luglio facevo ancora 15-30 min di spinning al giorno senza resistenza, solo per far girare la gamba. Ad agosto ho ripreso ad andare in bici su strada e nemmeno 12 mesi dopo ho fatto qualcosa che l’anno scorso pensavo fosse impossibile. Wow! Se uno si fissa qualcosa in testa e ci crede, la riesce sempre a portare a termine!

Così come quelli che 50 anni fa credevano impossibile andare sulla Luna! Oggi infatti si celebra in tutto il mondo il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna!

Ma ritorniamo alla giornata di oggi. Ieri sera la cucina del castello non è stata un granché, ma questa mattina con la colazione si è guadagnata qualche punticino in più. Molto assortita tra dolce e salato, con succhi, yogurt, caffè vari, frutta, ecc. Avevo già preparato le borse prima di colazione, anche pulito e lubrificato la catena direttamente in camera 🤭, così tutto quello che ho mangiato all’ultimo momento mi ha fatto pedalare per un bel po’, o almeno così speravo.

Oggi c’erano parecchie salite, ma anche delle belle discese insieme a lunghe tratte in pianura, perciò tutto lasciava pensare che i 115 km di oggi sarebbero andati giù come niente. E invece no! Il mio amico “vento-contro” mi ha aspettato fuori dal castello, ha ruotato il suo soffio verso di me e mi ha accompagnato rallentando la mia corsa fino a casa.

E insieme al vento, dopo pochi chilometri sono ritornato in Svizzera attraversando il confine sul ponte. Qui sotto ero già in Svizzera, sempre a Rheinfelden, e sullo sfondo si vede il ponte che unisce i due paesi.

Ritornare in Svizzera mi ha dato un grosso sollievo. Le ciclabili qui sono nettamente meglio segnalate rispetto a quelle che ho fatto ieri in Germania nella regione del Baden-Würtemberg, ciclabili che sono comunque ottime. Gli automobilisti in Svizzera sembrano molto più clementi coi ciclisti che pedalano su una strada senza demarcazione per la ciclabile perché a volte succede di dover prendere una strada normale. Ieri in Germania non c’era clemenza, se la strada non aveva la corsia per le bici, mi suonavano, mi facevano segni strani, passando vicino alla bici, accelerando poi scocciatissimi per essere stati costretti a rallentare. Se c’era la corsia ciclabile, anche stretta, allora tutto ok, massimo rispetto. Il problema è che spesso le ciclabili passano da un lato all’altro della strada e non ci si può subito buttare dal lato opposto se in quel momento il traffico è intenso. Poi ci sono i casi in cui la ciclabile non è prevista e basta. Mi sono preoccupato di più ieri in un giorno che in tutto il mese in Italia.

Qualche volta, però, non ci sono solo bici sulle piste ciclabili, si incontrano pure i cavalli 😁

Per chiudere definitivamente il discorso ciclabile, posso con sicurezza dire che girare in bici qui in Svizzera è estremamente facile. Certo, ci sono le salite, ma dal punto di vista piste per biciclette e tutta la segnaletica, qui siamo veramente avanti.

Sulla prima salita del giorno ho potuto ammirare il panorama che spazia fino alla città di Basilea.

Arrivato a Liestal sono entrato nel centro dove era in atto il mercatino del sabato, con un sacco di bancarelle, gente in giro e nei bar.

Successivamente ho attraversato altri due paesini molto carini, dove però in giro non c’era praticamente nessuno!

Qui invece stavo scendendo a Balsthal dopo aver fatto la salita più lunga della giornata. Si vedeno sulla destra i resti di un castello in cima ad una collina.

Per la seconda colazione oggi ho toccato il fondo, nel senso che nemmeno una stazione di benzina ho trovato, fino a quel momento, e così mi sono accontentato di due barrette e un tè freddo presi da un distributore di merendine alla fermata del bus in un paese microscopico. Ovviamente, subito dopo ho passato ristoranti, negozietti, distributori di benzina, ecc.

Per pranzo invece mi sono fermato a Solothurn (o Soletta in italiano) in un vero ristorante. In quel momento faceva caldo e il vento mi aveva ormai cotto le gambe, era ora di una pausa vera dove poter bere un bel po’ di birra analcolica fresca.

Ripartito bello sazio, mi sono ritrovato nuovamente a pedalare in mezzo alla campagna lungo stradine desolate, ma in ottimo stato.

Il vento ha continuato a soffiarmi contro tutto il tempo, a volte mi faceva pure perdere l’equilibrio tanto era forte quando proveniva di lato.

E come previsto dal mio tracciato, sono arrivato davanti al mio ufficio a Worblaufen, a pochi chilometri da Berna.

Da qui in poi ho voluto seguire la strada che faccio tutte le volte che vengo in ufficio in bici, 40 km tra andata e ritorno con 400 m di dislivello in salita. Mancavano pertanto solo più 20 km per raggiungere Wünnewil e per terminare il mio giro sabbatico.

Sono rimasto ancora un po’ seduto sulle scale davanti alle porte d’ingresso della Swisscom a riflettere su tutto questo mese. È anche grazie alla mia azienda se ho potuto portare a termine questo progetto partorito meno di un anno fa.

Gli ultimi 20 km li ho percorsi ripensando a tutto quello che ho fatto e visto in questo mese, alle persone che ho conosciuto e a tutto il supporto ricevuto da voi che avete sempre letto il mio blog. Un grazie va anche a tutti voi!

Arrivare a casa (video) e vedere la mia famiglia è stata una sensazione bellissima! Il ringraziamento più grande va a Laura che mi ha permesso di realizzare questo mio progetto senza farmi pesare tutto il lavoro che lei ha dovuto fare da sola con i nostri tre pargoletti! E anche loro tre avranno sicuramente aiutato 🤔 spero!

Nei prossimi giorni e settimane continuerò a scrivere qualcosa, magari con qualche utile consiglio e considerazione che potrebbe essere d’aiuto a chiunque intenda fare qualcosa di simile. Per adesso ho parcheggiato la bici insieme alle altre, anche lei ha bisogno di una pausa 😁 e di una bella sistematina.

Dettagli del giro di oggi (114 km, 1498 hm):

Tappa 29. Herdern – Rheinfelden

Dopo una bella dormita quasi da record, sette ore, ho fatto colazione con Michael, che in realtà aveva già mangiato ed era quasi pronto per andare al lavoro.

Mentre finivo di impacchettare le mie cose ho ricevuto un messaggio da parte di Rhoda, una nostra amica di Wünnewil che con la famiglia adesso vive vicino a Schaffhausen. Avendo letto l’articolo di ieri, ha visto che ero molto vicino a loro e così mi ha invitato per pranzo. In effetti eravamo veramente vicini, solo 25 km, cioè a un’ora circa, perciò le ho proposto di passare per un caffè. Sono così andato nel negozio dove lavora al mattino, che si trova proprio nel centro di Schaffhausen.

Per arrivare a Schaffhausen la strada che ho scelto mi ha fatto attraversare due volte il confine tra la Svizzera e la Germania, la seconda volta non mi sono nemmeno accorto che rientravo in Svizzera se non quando ho visto la scritta Schaffhausen, che so essere in Svizzera. Ovviamente tutto su piste rigorosamente ciclabili 😀

Dimenticavo di menzionare un particolare fondamentale, qui siamo sul Reno, uno dei fiumi più lunghi d’Europa, che segna spesso il confine tra la Svizzera e la Germania.

Arrivato nella zona pedonale della città ho subito trovato il negozio dove lavora Rhoda, grazie al GPS ovviamente 🤭 Lei aveva già preso dei cornetti e una tortina alle fragole e in un momento in cui non sono entrati clienti siamo riusciti a fare una seconda colazione insieme e a raccontarci un po’ di storie sulle nostre rispettive famiglie! Grazie Rhoda!!

Chi viene a Schaffhausen non può non andare a vedere le cascate del Reno, che si trovano appena fuori dal centro. Ma prima di andare alle cascate ho fatto ancora un piccolo giretto per la città.

E poi le bellissime cascate, che avevo visto per la prima volta insieme a Laura nel 2002 o nel 2003.

Appena lasciata la città mi sono trovato in mezzo alla campagna e anche qui non poteva mancare un ricordo fotografico.

Con la campagna è arrivato anche il vento che mi ha perseguitato per 80 km fino a Rheinfelden, a volte forte, a volte debole, ma sempre contro!

Per pranzo questa volta ho improvvisato con qualcosa preso al supermercato: un mega panino, penne al pomodoro con mozzarelline, ananas e succo super energizzante. E con tutto questo nello stomaco sono arrivato a destinazione ancora sazio.

Qui sotto un tipico esempio di paese, Laufenburg, diviso in due dal confine. A sinistra la Germania e a destra la Svizzera e lungo il ponte la dogana, ma il paese di chiama sempre Laufenburg, ma con il suffisso (DE) e (CH).

Tra l’atro, è così pure Rheinfelden dove mi trovo ora. C’è pure la versione svizzera!

Arrivato a destinazione ho avuto la sorpresa di scoprire che il mio B&B era in realtà un castello, il Castello di Beuggen, situato sulla riva destra del Reno, in Germania. Qui ho rubato una foto dal sito dell’hotel 🤭

E questa è la vista sul fiume Reno.

Oltre all’hotel del castello, c’è pure uno stabile con delle stanze più a buon prezzo. La mia è un po’ più grande di una cabina di traghetto, ma poco ci manca. Sono riuscito però ad organizzarmi bene, portando pure la bici in camera 😁 E non manca mai la mia roba stesa 🤣🤣

Ma la sorpresa più grande è stata arrivare e trovarsi in mezzo ad una fiera. In questi giorni il castello ospita la fiera del giardino. Qui si trova di tutto e di più per il giardino, dalle piante, ai fiori, ai bulbi per i fiori…

…fino alle cose essenziali per un giardino che tutti sognano di poter possedere e mostrare agli amici o ai passanti 🤣🤣

La cena non è stata degna di un castello, il livello è quello della tipica betola tedesca. Avevo bisogno di pasta e l’unica cosa accettabile sembrava essere un piatto di spaghetti al ragù. Appena arrivati sulla tavola un corvaccio malefico si è fiondato sul piatto e mi ha portato via qualche spaghetto che poi si è tranquillamente mangiato sulla tavola prima di essere sbattuto via, con le risate di tutti quelli che si trovavano intorno a me. E ci ha riprovato altre due volte prima di andarsene! Come secondo ho preso un pollo al curry che veniva servito con del riso. Vabbè, avevo fame.

Domani è l’ultima tappa del mio giro con circa 115 km e 1400 m di salita. Questo è il percorso che dovrei fare, passerò pure a fianco del mio ufficio a Worblaufen!

Se non ho fatto male i conti dovrei superare i 2700 km, che in 30 giorni fanno una media di 90 km al giorno. Tutte le considerazioni e riflessioni su questo mio mese in bicicletta le farò poi nelle prossime settimane. Adesso devo solo arrivare a casa dalla mia famiglia sano e salvo.

Dettagli del giro di oggi (111 km, 694 hm):

Doppio pannolone 🙄

Dopo 28 tappe lo posso dire…la cosa che ho trovato più fastidiosa è stata stare tutte queste ore seduto sul sellino con un dolore che variava di giorno in giorno, ma sempre nello stesso punto.

L’avevo scritto quasi subito, erano forse passati 3 o 4 giorni e da quel momento quel punto lì del mio fondoschiena non si è più ripreso. Ho provato un po’ di tutto, ma sempre con scarso successo. Forse l’unica cosa da fare sarebbe stato fermarsi per un paio di giorni per far recuperare la parte indolenzita, ma tanto sapevo che il problema sarebbe ritornato. Sono riuscito però a contenerlo e questo mi ha permesso di arrivare fino a qui e verosimilmente anche di finire tra due giorni nonostante questi problemini 😖

La crema riparatrice della Assos ha comunque lavorato bene di notte.

I cerotti per le vesciche hanno aiutato durante le prime pedalate del giorno, poi il cerotto inevitabilmente si staccava.

Un’altra cosa che ha funzionato riparando un po’ la parte lesa è stata l’utilizzo di un cerotto con disinfettante incorporato. Quello faceva il suo lavoro di notte e quasi sempre al mattino la parte dolorante sembrava guarita.

Alternare i fondelli ha anche aiutato, così come spostare un po’ indietro il sellino.

La cosa che però mi ha letteralmente “salvato” è stata quella di indossare contemporaneamente due fondelli uno sull’altro. Questo ha permesso di creare un ulteriore spessore protettivo. Questo metodo però non è stato privo di conseguenze, perché cambiando lo spessore cambiano anche i punti di appoggio e così sono apparsi dolorini da altre parti, ma al netto dei dolori, questa è risultata la soluzione migliore. Con due fondelli sembra proprio di avere un mega pannolone, ma fortunatamente il pantalone che indosso è largo abbastanza per non mettere in risalto questa “sporgenza” extra 😁

Per evitare lo svilupparsi di nuove zone di abrasione e rigonfiamenti vari, alterno un po’ tutte le combinazioni oltre ad usare creme protettive anche di giorno. Questo comunque mi ha dato fiducia, che prima o poi riuscirò a trovare la combinazione giusta, magari usando un altro sellino, oppure provando con uno strato protettivo in gel da mettere sopra il sellino.

Ad ogni modo, non credo che a breve avrò di nuovo la possibilità di pedalare per così tanti giorni di fila, magari al prossimo sabbatico tra cinque anni, nel frattempo avrò trovato una soluzione 🤪 spero!

Tappa 28. Cham – Herdern

Dopo la mangiata di ieri sera ho fatto una bella dormita e oggi, sapendo che la tappa sarebbe stata relativamente corta, me la sono presa con calma. Con Andrea abbiamo fatto colazione verso le 8, ma io ho lasciato casa sua solo dopo le 10.

Ho sistemato la sezione “DOVE SONO” sul blog, aggiornando la tabella di marcia con le ultime tappe. Domani sarò in Germania a Rheinfelden. Volevo andare tutto a ovest rispetto a Herdern ed ho pensato che un salto in Germania ci sarebbe stato bene per concludere il giro e così ho cercato un B&B sotto i 50€ trovandone uno proprio al confine con la Svizzera a Rheinfelden, appunto.

Appena partito, dopo poche curve ho subito sentito che era già ora di mangiare 🤪 già che erano passate più di due ore e mezza dalla colazione. Fortunatamente qui in Svizzera le stazioni di servizio sono sempre ben fornite, così mi sono preso due brioche farcite al cioccolato appena sfornate e un succo multivitaminico super concentrato. E ho fatto bene, perché per arrivare a Zurigo da Cham ho dovuto fare un piccolo passo, l’Albispass.

In effetti il profilo altimetrico della tratta di oggi parlava chiaro, dovevo salire su fino a circa 800 m quando Cham si trova a 400 m circa.

Niente di difficile, ma pur sempre una bella salitina. Ed eccomi poi qui in cima al passo di Albis a 793 m.

Da quassù si vede parte di Zurigo e il suo lago.

Le campagne qui circostanti trasmettono pace e tranquillità, il paesaggio svizzero è sempre idilliaco.

Arrivare a Zurigo mi ha ricordato un po’ l’attraversata di Napoli o Messina 🤣🤣. Qui è tutto così tranquillo, c’è poco traffico e la ciclabile è ben segnalata sulla strada dall’asfalto perfetto. A volte sembra fin troppo bello!

Poco dopo mi sono trovato sulla riva del lago che si trova vicina al centro della città. Qui sul lago si respirava aria di vacanza, ma anche l’intera città sembrava aver abbandonato la vita frenetica dei periodi freddi. Sarà che tanti sono, o si sentono, ancora in vacanza.

Appena fuori il centro città ho cercato un posto per pranzare. In centro non volevo farmi spennare 😁

Verso le 14 ho ripreso a pedalare passando prima per la città di Winterthur e poi per Frauenfeld, prima di arrivare ad Herdern dal mio amico Michael.

Tutto il percorso di oggi, quasi 80 km, l’ho fatto seguendo le indicazioni delle ciclabili, a volte su sentiero dedicato, a volte con la corsia indicata sulla strada in condivisione con le macchine, oppure su strade secondarie in assenza di traffico.

Alle 17.30 circa sono arrivato a casa di Michael. Abbiamo cercato di ricordare l’ultima volta che c’eravamo visti, forse 6 anni fa. Ho incontrato tutta la famiglia al completo, c’era pure suo fratello, ma poi uno dopo l’altra sono andati via lasciandoci soli a recuperare gli anni trascorsi coi vari racconti. Michael ha poi cucinato un’ottima cena 😁

La tappa di domani è lunga circa 100 km con diversi attraversamenti in Germania per poi terminare con un B&B a Rheinfelden in suolo tedesco al confine con la Svizzera.

Dettagli del giro di oggi (78 km, 1037 hm):

Tappa 27. Airolo – Cham

Un’aria bella fresca mi ha accolto non appena mi sono svegliato ed ho aperto le finestre. Sapendo di dover salire su a 2100 m ho tirato fuori i gambali, i manicotti per le braccia e la giacca a vento.

Già questa mattina a colazione ho fatto il cambio lingua, infatti da Airolo in poi è più probabile sentire tedesco che italiano, anche se il confine ufficiale tra canton Ticino e Uri è su al passo. Con un paio di ospiti del B&B ho chiacchierato in tedesco, cosa che ormai dovrò fare dalle prossime tappe.

Dopo aver sistemato le borse sotto il sole, mi sono accorto che tutta quella roba contro il freddo non sarebbe servita, per lo meno non per la salita.

La difficoltà della strada per il passo mi è stata “comunicata” da questo bel cartello!

Faccio rapidamente qualche calcolo a mente e mi pare che la pendenza media è simile con la salita per l’Etna (1300 m su 18 km, qui invece 900 m su 12 km). Però questa salita è stata definitivamente più dura di quella per il Rifugio Sapienza. Qui il manto stradale è un pavimento di sanpietrini per più del 50% della salita 😱

La vecchia strada per il passo s’inerpica su per la montagna con una serie di tornanti tutti attorcigliati da far venire il mal di testa, ma è stato bellissimo salire fin su in cima. Per le auto oggi c’è una super strada con molte meno curve, ma con molti tunnel da renderla meno adatta alle biciclette. In alcune tratte le bici non possono proprio passare.

I panorami che si ammirano man mano che si sale lasciano a bocca aperta.

Questo è quello che succede se ti beccano a sporcare! Ci vorrebbe anche al sud qualche bel cartello intimidatorio così. Chissà se funzionerebbe 🤔🤔

Arrivato su al passo ho incontrato un vero cicloturista, Pierre, uno svizzero-francese di Losanna.

Viaggiava con una mountain bike e un carrello per trasportare i bambini, che lui ha usato per trasportare il suo bagaglio e il suo cane! Il tipo viaggiava senza casco, né guanti, con un paio di pantaloni della tuta, una giacca tutta rotta e sporca con sotto una maglietta. Per lavarsi si era appena fatto il bagno nel lago che c’è sul al passo, l’acqua sarà stata 13 gradi! Mi ha detto che non ha soldi e che gira così, dormendo in tenda nei boschi o dove capita. Era appena tornato da un giro in Croazia e adesso si stava facendo un giro di 600 km per andare a vedere un concerto dalle parti di Bellinzona. Che tipo originale, molto simpatico, parlava pure bene inglese, lui si che è un vero cicloturista di quelli duri!

Per inaugurare il vero cibo svizzero, come seconda colazione ho mangiato un bratwurst, il salsiccione alla griglia con un pezzo di pane! Poi ho fatto un po’ di foto prima di buttarmi giù in picchiata nel canton Uri.

Appena passato dall’altro lato del passo è cominciato un fortissimo vento contro che mi ha reso la discesa e poi la pianura durissima per 50 km! Ho praticamente faticato il doppio. Da come si vede qui, la valle è protetta da due versanti montuosi belli alti, quando il vento si incanala in valle, se ce l’hai contro fatichi alla grande. È andata sicuramente meglio a quelli che salivano!

Scendendo sono passato da Andermatt, nota località turistica specialmente in inverno.

La strada che ho fatto per scendere ad un certo punto ha affiancato l’autostrada che porta al tunnel del Gottardo dove sono note le code chilometriche verso sud. E anche oggi la situazione era sempre la stessa.

A parte l’autostrada, tutto intorno è uno spettacolo della natura!

E quando poi si arriva dalle parti dei laghi, lo spettacolo raddoppia! Qui ero sul Lago dei quattro Cantoni lungo la ciclabile che costeggia tutta la riva est tra Altdorf e Brunnen.

Oggi per pranzo ho mangiato due panini con la milanese e bevuto una Cocacola per la modica cifra di 22 CHF, cioè 20 €! Dopo aver trovato ben 8 ristoranti chiusi, preso dalla disperazione e dalla fame mi sono fermato nel primo buggigattolo che ho visto aperto. Vabbè…

Continuando il mio percorso sono poi passato da Schwyz e Arth-Goldau per poi arrivare sul Lago di Zugo.

Ho anche attraversato Zugo, la città dei ricchi più ricchi della Svizzera, che è così perfetta che non merita nemmeno una foto 🤭

E infine, sono arrivato a Cham con quasi due ore di anticipo rispetto a quello che avevo comunicato ad Andrea. Mi sono fermato in un pub a mangiare qualcosa e a scrivere questo articolo. Poi è arrivato Andrea.

Insieme siamo andati a mangiare fuori, io ero però stanchissimo e al ritorno a casa, dopo un bel po’ di chiacchiere, sono crollato.

Domani vado ad Herdern a circa 80 km da Cham in direzione nord, vicino al confine con la Germania. Vado a trovare un carissimo amico che non vedo da parecchi anni, Michael. Lui è stata una figura fondamentale per me quando sono arrivato in Svizzera nel 2002, mi ha aiutato tantissimo il primo anno e mezzo. Al tempo lavoravamo insieme alla Swisscom, poi dopo qualche anno ha cambiato lavoro e anche abitazione andando a vivere lontano da Berna e così, a parte qualche mail o chattino su Whatsapp, abbiamo perso i contatti. Sarà bello rivederlo. E pure lui, per puro caso, è solo perché la moglie con le due figlie sono via! Mah…tre su tre!

Dettagli del giro di oggi (108 km, 1349 hm):

Tappa 26. Mendrisio – Airolo

Questa notte ho dormito alla grande, ieri ero molto stanco, complice anche il birrozzo preso al ristorante insieme a Noris che mi ha dato la botta finale.

A colazione ho mangiato due mega panini con burro e marmellata che mi hanno tenuto buono fino alle 11.30 circa, quando da un benzinaio mi sono fermato per prendere due cornetti farciti 😋

Noris vive proprio in un bel posto, Riva San Vitale è, come dicevo ieri, su una riva del lago di Lugano. Appena partito mi sono fermato a fare un paio di foto perché ieri sera era buio e non avevo visto quando bello fosse tutto il panorama.

La strada verso Lugano è stupenda, uno si dovrebbe fermare ogni cinque minuti ad ammirare cosa la natura è riuscita a creare con le montagne a picco su lago, poi l’uomo ha fatto il suo costruendo tutti quei paesi abbarbicati in altura con strade di collegamento dai mille tornanti. Qui in Ticino questi paesaggi sono la norma.

Oggi ho voluto dedicare più tempo alle ciclabili, perché qui in Svizzera ne abbiamo tantissime, in particolare quelle definite “nazionali”, nove in tutto, che permettono di attraversare tutta la confederazione quasi sempre su piste dedicate. Ci sono ovviamente delle tratte in strada col resto del traffico, ma la corsia ciclabile è sempre larga e ben segnalata agli automobilisti. Io oggi ho seguito la numero 3 che da Chiasso va fino a Basilea, 365 km di cui 335 km sono asfaltati. Il pezzo che ho fatto questa mattina andava da Lugano a Bellinzona, dove mi sono fermato per pranzo.

Arrivare a Bellinzona è stata una sorpresa, perché non vi ero mai stato e non sapevo come fosse, e l’ho trovata molto bella con i suoi tre castelli medievali.

Mentre mi stavo orientando in città, fotografando un po’ di tutto, da dietro sento un “Ciao Stefano!”, mi giro e vedo Stefano, un collega della Ericsson che lavora per la Swisscom insieme a Noris e che conosco da diversi anni! Che sorpresa! Aveva sentito Noris al mattino che gli aveva raccontato della mia visita, e così mi ha seguito con il mio live tracking e mi ha trovato in città mentre in bici stava ritornando in ufficio dopo il pranzo. Non poteva mancare una foto insieme!

Mi sono fatto consigliare un ristorante, consiglio ottimo perché ho mangiato benissimo e tanto senza spendere un capitale. In Ticino i prezzi sono ancora accettabili.

Dopo Bellinzona ho deciso di seguire la strada normale per arrivare ad Airolo, avevo bisogno di poter andare più veloce e senza interruzioni del ritmo di pedalata, cosa che sulle ciclabili spesso succede a causa dei continui cambi di direzione, pavimentazione, ecc. Le ciclabili sono in genere più adatte quando si pedala in compagnia o se si vuole andare tranquilli.

Qui siamo già in zona Gottardo, in particolare a Bodio ero sopra il tunnel di base del San Gottardo, il tunnel ferroviario lungo 57 km, incominciato nel 1999 ed inaugurato nel 2016! Qui sotto si vede la testa di una fresa che ha contribuito a scavare i tubi del tunnel. È gigante, quasi 10 m di diametro.

Per quanto ha riguardato me, tutto bene fino al chilometro 85, poi gli ultimi 25 km sono stati un po’ più faticosi. Avevo già fatto 700 m di salita e me ne mancavano ancora 900 per arrivare ad Airolo e questi metri di dislivello li ho fatti spesso su tratte corte al 7%, che vanno bene se fatte al mattino, ma a fine giornata dopo aver già percorso 85 km non sono proprio il massimo con una bici carica come la mia. Ad ogni modo, ad Airolo ci somo arrivato, erano le 17.30.

Il B&B qui deve essere stato un hotel in passato…ma tanto passato! Ci sono 6 stanze per piano, penso tutte senza bagno privato. I bagni e docce sono in comune e tutto quanto è molto spartano. Ma nonostante questo, a me piace, perché ho tutto quello di cui ho bisogno, ma senza tanti fronzoli. Anche oggi, come tutte le 25 giornate passate, ho fatto il mio bravo bucato e poi ho steso tutto in camera sul mio filo da campeggio, utilissimo!

Per cena sono andato in un ristorante mediocre, ma il risultato è che sono uscito con la pancia piena. Questa mattina mi sono pesato sulla bilancia a casa di Noris e ho visto che segnava 79 kg. Quando sono partito ero 75.7 kg mi pare. Vediamo quanto peserò domenica mattina con la mia bilancia. Sicuramente non ho perso altri chili, per come e quanto ho mangiato, sarebbe impossibile.

Due giorni in Svizzera ed ho già incontrato due persone che conosco. E non c’è il due senza il tre, perché domani sarò ospite da Andrea e Paola a Cham, amici da un sacco di anni qui in Svizzera. Anche qui come da Noris, Andrea è tutto solo soletto, perché la moglie Paola è via in vacanza con la sua mamma. Ecco che arrivo io e faccio da compagnia a questi poveri ometti lasciati soli dalle proprie mogli 😂

La tappa di domani è tipo quella di oggi, un centinaio di chilometri, ma con la maggior parte dei metri di salita da fare al mattino per salire su al passo del San Gottardo.

Dettagli del giro di oggi (112 km, 1592 hm):