Tappa 6. Marina di Arborea – Cagliari

Ieri sera al ristorante ho mangiato un altro bel piatto di spaghetti alle vongole con frittura mista e insalata. Peccato che il piacere sia durato poco, perché verso le 21, quasi come si fossero dati un appuntamento, sono arrivati un sacco di insetti simili a coccinelle giganti nere, che volano dappertutto, girando su se stesse per poi cadere per terra, stecchite. Poi sono pure arrivate le zanzare. Tutti gli ospiti del ristorante erano come me infastiditi da sti cosi volanti. Il padrone ci ha poi detto che è il caldo africano che li porta, perché normalmente non ci sono. Mah!

Dopo un po’ mi sono stancato di staccarmeli di dosso e me ne sono tornato in camera…che però era un fuoco 😖

Bella la stanza con vista sul mare, ma col sole che batte sopra a più di 40°C tutto il giorno il risultato è come entrare in un forno! Quando sono arrivato verso le 16 non mi aveva fatto la stessa impressione, forse perché fuori faceva più caldo, ma di sera fuori si stava alla grande, tipo 25-28°C con arietta dal mare, mentre in camera c’erano sicuramente più di 30°C senza aria. Per dormire ho tenuto la porta della stanza aperta sperando facesse corrente. Un po’ ha funzionato, ma la luce delle scale continuava ad accendersi illuminando a giorno la mia stanza e alla fine ho deciso di chiudere e dormire così. Altro motivo per chiudere è stata la puzza di fritto che saliva su per le scale entrando così in stanza 🤮

Alla fine ho comunque dormito, quando si è stanchi si dorme dappertutto.

La partenza al mattino è stata bellissima, c’era un bel freschino, nessuno per strada e così ho approfittato per fare una pausa ad Arborea.

Queste sono le “tipiche” case sarde che si trovano lungo la strada per Arborea.

Annesse si trovano aziende agricole piene di mucche. Qui ad Arborea è famosa la produzione di latte, tutta in mano a famiglie venete che in tutti questi anni, così mi hanno detto, non si sono ancora integrate bene con la cultura sarda. Tant’è che ad Arborea si parla ancora il veneto!

Arrivati in città sembra di essere passati in un tunnel spaziale ed usciti in un altro mondo.

Piste ciclabili larghissime, alcune pure numerate, debitamente separate dal sentiero pedonale super lucido con lanterne e panchine dislocate lungo tutto il percorso!

Insomma, non mi aspettavo una cosa così. Lasciata Arborea alle spalle ritorna tutto come prima…più autentico e tipico della Sardegna.

Oggi ho viaggiato all’interno, lontano dal mare, e il paesaggio è tutto diverso rispetto alle due tappe precedenti, ma sempre molto seggestivo.

Il GPS mi porta pure a fare dei pezzi di sterrato per farmi evitare la famosa 131, la statale a 4 corsie tipo autostrada che porta a Cagliari.

E lungo questo sterrato che un insetto, un’ape credo, si è infilato negli occhiali e mi ha punto proprio sotto l’occhio sinistro! Mi sono subito fermato per mettermi del Fenistil per calmare il bruciore e fortunatamente il dolore era sopportabile e l’occhio non ne ha risentito molto. Dopo un’oretta mi sono fatto un selfie per vedere com’era.

Ancora adesso sento un leggero bruciore.

La pausa colazione a Sardara mi è servita anche per mettermi un po’ di ghiaccio sull’occhio, oltre che a mangiare due succulente brioche accompagnate da due birre analcoliche 😁

Al bar ho chiacchierato col proprietario, anche lui ciclista.

Ho continuato poi seguendo parallelamente la 131 lungo la “ex 131” una sorta di ciclabile larga 10 metri! C’ero solo io!

Forse un po’ noioso un percorso così, ma non per me, perché ad un certo punto la ex 131 finisce e finisce pure l’asfalto! Il GPS mi vuol far andare sulla nuova 131, che in quel tratto sarebbe aperta pure alle biciclette, ma è da paura, perché vanno tutti sparati, pure i camion. Perciò decido di continuare sulla pista sterrata, sperando che prima o poi sarebbe convogliata in una strada asfaltata.

Sono andato avanti così per un bel po’. Intorno a me non c’era niente, solo campi coltivati, i paesi me li vedevo sulla sinistra insieme alla 131 che non potevo attraversare e il GPS mi metteva nel nulla, cioè lo sterrato che stavo percorrendo non c’era sulla mia mappa. E la temperatura era già a 38°C! Per fortuna che c’era un po’ di venticello.

Alla fine sono riuscito ad arrivare in un paesello, a Nuraminis, dove ho recuperato le forze su una panchina all’ombra mangiando frutta secca.

Ho poi deciso di prendere delle stradine secondarie che mi hanno fatto arrivare a Monastir in 12 km, mentre con la 131 sarebbero stati solo 5 km, ma da paura.

Ormai la temperatura aveva raggiunto i 40°C, erano le 13, e mi sono fermato in un pub con aria condizionata per oltre due ore. Il padrone simpaticissimo mi ha lasciato stare tutto il tempo che ho voluto. Parte di questo articolo l’ho scritto nel pub al fresco 😁

Gli ultimi chilometri per Cagliari non sono stati semplici per tutta una serie di motivi, motivi che però mi hanno comunque dato un po’ di emozioni e qualche timore 😟 Oggi ci voleva altrimenti sarebbe stato troppo facile!

Uscito da Monastir ho notato con piacere che la ex 131 riappariva a fianco della nuova 131 e questo mi ha permesso di proseguire per Cagliari senza dover fare troppe deviazioni in mezzo ai campi. Avevo solo un forte vento contro, che però in questo momento di alte temperature è stato più un sollievo che un problema.

È andato tutto bene finché sono arrivato alla periferia di Cagliari. A quel punto l’ingresso in città mi era permesso solo entrando su delle statali grosse come la 131 o la 130, tutte e due con veicoli che sfrecciavano a bomba. Visto che era presto ho deciso di proseguire per una strada normale che però mi ha portato ad Elmas, dalle parti dell’aeroporto.

Dalla cartina del GPS ho visto apparire il percorso originale che avevo programmato usando i consigli delle ciclabili che si trovano sul sito bicitalia.it. Ho deciso così di seguirlo, presagendo però che forse non sarebbe stato tutto asfaltato 😖

Mi ero già accorto dalle parti di Porto Torres che quei percorsi definiti “ciclabili” dal sito bicitalia.it erano spesso più adatti alle mountain bike che alle bici da strada.

Ma ormai ero a Cagliari, mi sono detto, questa sarà veramente una pista ciclabile!

Dapprima ho costeggiato la pista d’atterraggio dell’aeroporto lungo un sentiero con l’accesso vietato. Proseguendo sono arrivato dove stavano asfaltando una strada che porta oggi ad un nuovo parcheggio dell’aeroporto e poi finalmente sono uscito…e qui ricominciava un altro di quei stradoni tipo tangenziale. Ero all’aeroporto d’altronde!

Ma il sentierino suggerito continuava lungo la ferrovia diventando però sempre più sconnesso e non adatto alla mia bici carica così.

Ho continuato perché non avevo scelta. Sono arrivato ad un cancello delle Ferrovie dello Stato con la scritta “Vietato l’accesso ai non autorizzati” ed ho continuato fino ad incontrare due tecnici delle FS che mi hanno dato il permesso di continuare, anche se non era permesso 🤔

Mi dicono che forse la strada dopo 3 km potrebbe essere chiusa, ma io decido di provarci lo stesso, tanto di tempo per l’imbarco ne avevo.

Ecco come si trasforma il sentiero…

Il fogliame comincia a farsi sempre più fitto, il suolo sempre più scassato, poi cominciano ad affiorare accampamenti con materassi, sporcizie di ogni genere ed infine arrivo alla sbarra, chiusa, ma tranquillamente valicabile. E questo bel sentierino mi ha alla fine portato in una bella discarica abusiva!

Da qui si vedono le case, un centro commerciale e la strada diventa di nuovo asfaltata 🤪

Ecco le cose che mi sarebbero potute succedere, ho poi pensato:

  • Tornare indietro e rifare tutta la strada a ritroso
  • Bucare o rompere qualcosa della bici
  • Essere assalito da qualche cane randagio
  • Essere assalito da qualche balordo intento a fare chissà che cosa in quei cespugli appartati

E tutte queste cose mi avrebbero potuto far perdere la nave.

E invece no, sono qui… al porto di Cagliari già imbarcato 😁

Oggi sono l’unico con la bici, che questa volta è stata legata così, in bella vista per quando arriverò a Napoli 😟

Dettagli del giro di oggi:

6 pensieri su “Tappa 6. Marina di Arborea – Cagliari

  1. Avatar di Sconosciuto Lau

    Nonostante il brivido dei pericoli scampati, ho le lacrime agli occhi dal ridere, troppo buffo ciò che decidi di raccontare e come, molto bello, continua così!!

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  2. Avatar di Enrico Enrico

    Conosco bene lo strazio degli insetti in bici, in particolare le farfalle che mi volano addosso sbilenche, ma una puntura negli occhi non m’è mai capitata e io indosso solo gli occhiali da vista… Cmq dalla tua foto non si vede nulla, forse non era neanche un’ape.
    Conosco bene anche il fottuto google maps che a volte dice minchiate e ti manda a spasso per strade private e cancelli, io però non sono mai fortunato e devo sempre tornare indietro, sempre alla fine del viaggio quando sono stanco morto
    Occhio alla bici che a napoli so mariuoli…

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    1. Avatar di Egidio Egidio

      Per quel che mi risulta a Stoccolma se non ci fai attenzione la bici ti sparisce sotto il naso. Una grande citta´ come Napoli, Roma o Torino non fa eccezione..

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  3. Avatar di Sconosciuto Mamma Tina.

    Io non mi diverto, sopratutto mi preoccupa la zona di Napoli, alla fine di questa avventura andrò in chiesa (mai più andata).
    Spero che alla fine di questa avventura tornerai a casa tua felice di aver fatto questa esperienza, perché non hai mai fatto niente di simile!!!!!!!!
    Ti abbraccio bacioni mamma.

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