Se dovessi intitolare questo articolo per descrivere la mattinata scriverei “Gita al Lago di Bolsena senza vedere il lago!”.
Questa mattina mi sono svegliato verso le 6 e sono uscito in terrazza per vedere se i miei vestiti erano asciutti. Erano ancora leggermente bagnati, la notte è stata umidissima e questa mattina era tutto grigio, sembrava ci fosse la nebbia…altro motivo per rimpiangere il sud 😭
Ho ritirato tutto in casa sperando in un’asciugatura veloce e mi sono rimesso a dormire, perché la sveglia era prevista per le 7.
Al risveglio mi sembrava tutto asciutto, ma poi mi sono detto, che differenza fa, 10 minuti in bici con questa umidità ed è tutto di nuovo bagnato!
Renato ha preparato un’ottima colazione che io ho divorato come se non mangiassi da una settimana, e dire che ieri sera ho mangiato tre piatti pieni di pasta!
La giornata in sella è cominciata subito con una salita verso Montefiascone, giusto per darmi la certezza che aver asciugato i vestiti non era servito a nulla!

Ma dopo una salita, c’è sempre una discesa…si, sempre che la discesa non sia in fuoristrada! Ho cominciato subito col prendere la Via Francigena ciclabile e appena ho lasciato la Cassia è incominciato un bel sentiero asfaltato privo di traffico…dopo un po’ vedo un cartello su cui c’era scritto “Attenzione, sabato 13 luglio gara di mountain bike”. Ecco, adesso incomincia un sentiero che verrà usato per una gara di mountain bike, mi sono detto, chissà che bello sarà con la mia bici 😟😟 Ahhh, tutto sconnesso, tutto che traballa, il mio fondoschiena che grida vendetta,…fortunatamente la tortura dura poco e il sentiero maledetto si ricongiunge ad una stradina asfaltata che in discesa mi porta quasi fino a Bolsena…del Lago di Bolsena 🙄 Per un breve tratto sono pure passato molto vicino al lago, ma non mi sono tanto interessato alla cosa, c’era il cielo grigio e non si distingueva ancora bene la separazione tra lo specchio d’acqua del lago e il cielo.
Sono poi arrivato nella cittadina di Bolsena e sono subito andato per la strada che portava al centro. Era ancora troppo presto per una seconda colazione, così sono entrato nella zona pedonale spingendo la bici a piedi ammirando i negozietti, le costruzioni antiche in stile medioevale e la gente che di buona mattina era già in giro.




Attraversato il centro, decido di proseguire la mia strada e mi ributto sulla Cassia. Ogni tanto intravedo l’acqua del lago e la cosa mi fa subito capire che mi ero dimenticato di scendere per vederlo, anche perché è il lago di origine vulcanica più grande d’Europa. Perdo un paio di accessi diretti, ma non volendo tornare indietro mi convinco che più avanti avrei trovato altre possibilità. Ma intanto la strada che stavo percorrendo si addentrava sempre più verso l’interno allontanandosi dal lago. Ho provato due volte a deviare e prendere delle stradine che sembravano portare al lago, ma tutte e due le volte arrivavo davanti a qualche villa con le loro proprietà private. Avevo ormai perso troppo tempo, il cielo nel frattempo si era fatto più grigio e mi aspettavo da un momento all’altro che cominciasse a piovere. E così sono stato al Lago di Bolsena, senza aver visto il lago!
Lungo la strada ho affrontato una prima salita abbastanza ripida fino a San Lorenzo Nuovo da dove poi è cominciata una lunga discesa fino ad Acquapendente, dove alle 11.30 ho fatto la sosta per una seconda colazione.
Qui manca la vista del mare, e si sente, ma la strada che percorro attraversa sempre paesi graziosissimi. È un piacere fermarsi in un bar al centro del paese per prendersi qualcosa. Inoltre questi paesi sono tutti lungo la Via Francigena, perciò sono sempre ben attrezzati per accogliere i turisti/pellegrini che percorrono a piedi o in bici questo sentiero. E il fatto che ci siano diversi ciclisti che percorrano questa strada mi rende quasi invisibile agli occhi dei locali, ormai abituati a vedere gente con bici cariche di borsoni, sacchi a pelo e quant’altro.

Questa mattina ho incontrato parecchi cicloturisti che andavano però tutti in direzione opposta alla mia. La via ufficiale in realtà va a Roma, mentre io invece mi sto sempre più allontanando dalla capitale e così mi trovo ad essere l’unico a procedere nel verso opposto 🤔
Ogni tanto la Francigena ciclabile e quella pedonale si sovrappongono, ma normalmente quella pedonale passa in mezzo a boschi, sentieri stretti con pietre, o altri passaggi difficili. Ecco perché è stata creata una versione ciclabile, anche se per le tratte in sterrato sarebbero più adatte le mountain bike, piuttosto che le bici da cicloturismo cariche di pacchi come la mia. Oggi ho comunque alternato un po’ la Cassia, un po’ la Francigena e devo dire che questo mix è andato bene, grazie anche al fatto che su quelle tratte di Cassia che avevo scelto di fare c’era poco traffico.
Lasciato il paesello di Centeno, veramente quattro case messe in croce, ma tutte ristrutturate benissimo, sono passato dal Lazio alla Toscana.


Già mi ero accorto che stavo per arrivare in Toscana dall’accento delle persone, il toscano cominciava a sentirsi sempre più.
Da qui a breve è cominciata la lenta e lunga salita per il borgo di Radicofani, un paesello stupendo con la sua fortezza che sovrasta tutta la regione.

Qui mi sono fermato per il pranzo e per una visita alla fortezza.








Si poteva andare fin su in cima alla torre, da dove c’è una vista su tutta la regione, una posizione super strategica se si pensa al passato.



In questa ultima foto qui sopra si vede il Monte Amiata, che in realtà è un vulcano.
Verso le 16 ho ripreso a pedalare, ora c’era solo più discesa! Ma non è sempre facile nemmeno in discesa, perché nel pomeriggio si è alzato un ventaccio fortissimo che non mi ha reso facile stare in equilibrio con tutto il peso che ho, inoltre il vento era a tratti pure contro, perciò nonostante avessi una bella discesa, dovevo ancora spingere per andare avanti.
Ad un certo punto ho visto questi quattro cartelli in sequenza e mi sono sembrati divertenti.

Nel giro di 1.5 km poteva succedere di tutto, attraversamento di bestiame, animali selvatici e presenza di dossi su una strada con banchina cedevole. Non ho visto nulla di tutto ciò!
Finita la discesa ho ancora avuto un paio di chilometri in pianura e con il vento contro non è stato divertente, poi finalmente ho trovato un trattore con rimorchio davanti a me che correva a 30 km/h, mi sono accodato e senza fare sforzo ho percorso gli ultimi chilometri senza più essere infastidito dal vento 😁

Questa sera il B&B non è di quelli “veri e autentici, tutti in famiglia a tenerci compagnia”, nel senso che ho un letto e domani una colazione. Ho però a disposizione una cucina attrezzatissima, così come una lavatrice che ho subito usato per fare il bucato, ma niente contatto umano con i proprietari se non per il minimo necessario. Vabbè, a me va anche bene così, se non fosse che qui dove sono, a Gallina/Castiglione d’Orcia, non ci sono posti per mangiare 😱 L’unico ristorante nelle vicinanze ha al martedì il suo riposo settimanale, e poi c’è un bar che fa panini. A 6 km ci sarebbe stato Bagno Vignoni con diversi ristoranti, posto bellissimo che visiterò domani mattina, ma non avevo più voglia di prendere la bici. Perciò ho optato per due mega panini con la porchetta, una bitta Moretti e 250 g di spaghetti cucinati da me 😋

Per questo la cucina è fornita di tutto. Ah, pure questa sera sono solo, ma domani sono previste 12 persone, così mi ha detto il gestore.
Domani ho una tappa corta di 60 km per raggiungere Siena, cosa che voglio fare al mattino per poi avere tutto il pomeriggio per visitare la città. Mi rifarò a Siena con la cena!
La meteo prevede ahimè scenari apocalittici da domani, con rovesci intensi, cali di temperatura, vento forte e grandine. Speriamo di avere fortuna, ho comunque l’attrezzatura da pioggia a portata di mano. Per adesso, ho solo patito il vento che si è alzato nel pomeriggio…preludio di cosa potrà arrivare da domani? Vedremo 😟🙄😖
Dettagli del giro di oggi (82 km, 1091 hm):
La terza foto di Radicofani,sembra Urbino….Grande Stefano ….che viaggio stupendo!!!!!
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E viaggio fortunatissimo direi, hai trovato una continuità di bel tempo quasi epocale. Anzi: epocale, visto che abbiamo attraversato il giugno più caldo (e soleggiato) della storia. L’unico inconveniente è, appunto, una temperatura, ma è sempre meglio bere molta acqua dalle borracce, che prendere molta acqua sulla cucuzza.
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