Ieri avevo scritto che oggi sarebbe stata una giornata di riposo, perché avrei fatto parte del percorso insieme a mio fratello ad un’andatura molto tranquilla…beh, se 100 km si possono considerare un giorno di riposo, allora sì, oggi mi sono riposato 🤪
Questa mattina, mentre stavo ultimando gli ultimi preparativi, ricevo un messaggio da mio fratello, che era partito da Torino alle 7, che mi dice che il treno da Rho a Milano Porta Vittoria era stato cancellato! La causa era uno sciopero di Trenord, la compagnia di treni che serve alcune zone del milanese e pavese con treni locali. A Porta Vittoria doveva prendere un altro treno per Certosa di Pavia, dove avremmo dovuto incontrarci alle 9.40. Per raggiungere Porta Vittoria in bici erano 15 km, ma prima bisognava districarsi tra le strade di Milano con Google Maps che in Italia prevede come mezzi di trasporto solo la macchina o a piedi. Entrambi i mezzi non sono ideali quando si va in bici, perché si rischia di finire in autostrada o giù da scalinate impossibili.
Ad ogni modo, l’appuntamento delle 9.40 era definitivamente saltato e rimandato alle 11.10. A quel punto ho fatto tutto con calma, ho ancora chiacchierato con il gestore del B&B, fedelissimo di Salvini, e con gli ospiti ticinesi. Sapendo che avevo 36 km per raggiungere Certosa di Pavia, sono poi partito con il giusto anticipo. Il gestore del B&B mi ha più volte ricordato di non perdere la visita alla Certosa.
Parto e con un bel ritmo dopo 30 km raggiungo la periferia di Pavia. Siccome l’appuntamento era a Certosa di Pavia, salto la città e continuo lungo la strada, ma pochi minuti dopo ricevo una chiamata da mio fratello che mi dice che pure il treno da Porta Vittoria era stato cancellato, così come tutti quelli che sarebbero dovuti passare da lì a causa del solito sciopero. Decidiamo pertanto di seguire un percorso comune, io da sud e lui da nord e di incontrarci lungo la strada. Così gli invio il tragitto da seguire ed mi fiondo sulla strada a tutta velocità. Per essere però sicuri di trovarci lungo il percorso, ci inviamo le rispettive posizioni live di Google Maps che ci permettono di sapere dove si trova l’altro, nel caso uno dei due non segua esattamente il percorso stabilito! Infatti, dopo una mezzora lo chiamo e mi dice di essere finito da un’altra parte, ad Opera, un paese a pochi chilometri a sud di Milano. In realtà non è facile guidare la bici con il navigatore in mano, su strade trafficate, e con la batteria che si sta scaricando. Era meglio stare fermi, riposarsi e aspettare il mio arrivo. E così ha poi fatto.
E finalmente, verso le 12.30 ci siamo incontrati nel paese di Opera, giusto giusto all’ora di pranzo. Abbiamo pertanto incominciato il nostro giro in bici insieme al ristorante, io con 60 e lui con 30 chilometri già percorsi!
Un paio d’ore dopo abbiamo finalmente dato il via alla nostra pedalata insieme, cosa che non facevamo dal lontano 1989 quando andammo a Yosemite durante le mie vacanze studio a casa sua in California prima dell’anno di scambio in Michigan. Ed è probabile che fosse pure lo stesso periodo, luglio, perciò senza volerlo oggi abbiamo festeggiato i trentesimo anniversario dall’ultima pedalata insieme!

Per raggiungere la ciclabile del Naviglio Grande abbiamo dovuto fare qualche slalom in mezzo a paesi tipo Rozzano, Assago, Corsico per poi arrivare a Trezzano sul Naviglio. Da lì in poi abbiamo potuto godere di una bella ciclabile fino ad Abbiategrasso, unica tappa foto del giorno!



Eh sì, nella fretta di raggiungere mio fratello ho passato Certosa di Pavia senza vedere la Certosa! Motivo per ritornare in questa zona in futuro.
Ad Abbiategrasso era tutto chiuso, ma chiedendo in giro siamo riusciti a trovare un bar per prenderci qualcosa di fresco e io in particolare per mangiare un’altra volta. Ormai il mio corpo ha bisogno di cibo ogni due ore a prescindere dalla quantità di sforzo che io faccia e oggi nel pomeriggio non ho praticamente faticato, la strada era praticamente piatta ed abbiamo pedalato molto tranquillamente, anche perché alla bici di mio fratello non si poteva chiedere di più! Una vecchia bici monomarcia con la quale oggi sì è fatto ben 70 km, di cui 40 km insieme. Grande Roby!

Ancora 10 km ci separavano dalla destinazione finale, Magenta, dove io avevo prenotato il B&B e da dove mio fratello avrebbe dovuto prendere il treno diretto per Torino, questa volta con Trenitalia e perciò senza la paura dello sciopero. Qui a Magenta abbiamo ancora cenato insieme.
Il B&B di questa sera è in una villa in fase di ristrutturazione, quel che è stato messo a posto, come la mia stanza, è super moderno e nuovo di pacca. Sono l’unico ospite in tutta la casa, i gestori però vivono qui, ma l’ho scoperto solo pochi minuti fa quando ho sentito aprire la porta dell’ingresso della villetta.
Domani dovrei andare a Mendrisio a casa del mio amico e collega Noris, ma le previsioni danno brutto tempo in un tutto il nord fino al primo pomeriggio e c’è la remota possibilità che io decida di fermarmi qui a fare niente, solo a riposare. In realtà di stare qui non ne ho assolutamente voglia, anche perché a Magenta non c’è nulla. Certo, potrei andare a Milano a farmi un giro, ma se piove tanto non è nemmeno divertente e se piove poco, allora posso anche andare in bici. Perciò deciderò domani mattina. Ho comunque optato per fare la colazione alle 9.30, due ore più tardi del solito e poi vedrò come la butta il meteo. Se pioviggina, partirò per Mendrisio, ma farò la strada più diretta, che sono solo 60 km contro i 90 km che avevo previsto.
Dettagli del giro di oggi (100 km, 225 hm):
Se ti sei abituato a mangiare ogni 2 ore a prescindere dallo sforzo, bisogna che ti rimbocchi le maniche a casa perché qui va già bene se c’è un pasto al giorno!!
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😭😭😭
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:-)))))))))
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una brioche con gelato ogni 2 ore non si nega a nessuno 🙂
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È vero!
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qui piove a secchiate da stanotte, puoi fare un po di yoga…
dove sei stato in michigan esattamente?
pS per fortuna google maps non fa sciopero!
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Anche qui piove parecchio ma la voglia di star fermo è pochissima, anche perché nel tardo pomeriggio dovrebbe smettere. In Michigan ero a Cadillac.
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Come ha fatto Robi a fare 60 km così dal nulla? Io ne ho fatti 30 una volta senza allenamento e non camminavo più. È un mito!
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È vero, è un mito. Ma se vai piano e non ci sono salite si fa…il sellino è la cosa più importante in questi casi perché le ore seduto le devi fare anche se spingi poco sui pedali.
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Noi usiamo Komoot come navigatore, solitamente non sbaglia e non ci fà finire su statali e autostrade. Google Maps ti porta sempre nelle strade più pericolose.
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Anche io e mi trovo benissimo, ma mio fratello non aveva l’app.
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