Tappa 25. Magenta – Mendrisio

Questa notte sono scesi litri di pioggia, o almeno così sembrava dal rumore che sentivo dal tetto della mia mansarda. Diverse volte ho guardato fuori dalla finestra per vedere se le condizioni fossero migliorate, ma era sempre uguale, anzi, era pure aumentato il vento. E così, mentre ritornavo a dormire mi rassegnavo al fatto che oggi sarei rimasto a Magenta a far niente.

Verso le 8.30 sono sceso in cucina perché avevo sentito un movimento di piatti ed ho incontrato il gestore che stava preparando la colazione per me, anche se ci eravamo messi d’accordo per le 9.30. In quel momento piovigginava solamente e al pensiero di restare in quel B&B a far niente, quando fuori non era così terribile, mi è venuto male. Così ho fatto colazione e mi sono messo d’accordo col gestore che entro le 11 gli avrei fatto sapere la mia decisione. Nel frattempo però aveva ripreso a piovere sul serio, oltre al vento e al freddo. Pure la temperatura era scesa nella notte e in quel momento fuori c’erano 14 gradi! E intanto riaffioravano i ricordi delle tipiche temperature svizzere in primavera quando ero costretto ad allenarmi in casa perché fuori, ad aprile, nevicava!!

Poi mi sono convinto che un po’ di pioggia non poteva bloccarmi lì, ero tutto equipaggiato e se avessi trovato quelle condizioni mentre pedalavo non mi sarei di certo fermato. E così ho chiamato il tipo del B&B dicendogli che entro le 11 sarei andato via.

Mi sono vestito da pioggia, questa volta però con dei coprigamba invernali e una maglia più pesante. Non potevano mancare i sacchetti nelle scarpe 😀, i copriscarpe e i pantaloni da pioggia!

Ed eccomi pronto ad uscire, ovviamente qui manca ancora la giacca a vento impermeabile!

Appena uscito sono scese due gocce, ma poi di pioggia non se n’è vista più! Faceva freddino, c’erano 15 gradi, perciò mi sono imposto un andamento tranquillo in modo da non sudare.

Per raggiungere Mendrisio potevo scegliere la via diretta e con 57 km sarei arrivato, oppure la strada che avevo pianificato prima di partire con 92 km e tante piste ciclabili. Ho optato per quella lunga 😄

Dopo un paio di chilometri ho agganciato la ciclabile dei Navigli che con mio fratello avevamo lasciato ieri ad Abbiategrasso. La stessa prosegue per una quarantina di chilometri fino a Sesto Calende. Bellissima! Una vera pista ciclabile, come tutte quelle che corrono lungo i Navigli. In 40 km ho incontrato meno di 10 persone e nessun ciclista. Vabbè, era lunedì mattina e faceva freddo e poteva piovere da un momento all’altro, ma almeno un ciclista lo dovevo incontrare! È stata una pedalata surreale perché ero tutto solo.

Arrivato a Sesto Calende ho subito trovato un ristorante e con 10€ ho mangiato un menù completo con primo, secondo, contorno, acqua e caffè ed era tutto buono! 10€!!

Dopo il pranzo, erano quasi le 15, è uscito il sole e così mi sono messo in tenuta estiva.

Da Sesto Calende fino a Mendrisio ho ancora fatto parecchi chilometri di pista ciclabile, fino quasi a Varese, che ho attraversato passando per il centro per poi proseguire in direzione Svizzera 😄😄

E dopo qualche chilometro, e una pausa paninazzo italiano, ho varcato la linea di confine e sono entrato definitivamente in Svizzera!

Dal confine di Stabio fino a Mendrisio, o meglio a Riva San Vitale, c’erano ancora 6 chilometri che ho percorso a tutta velocità caricato dalla soddisfazione di aver raggiunto la Svizzera dopo 25 tappe consecutive e oltre 2200 km in Italia.

Alle 18.30 sono finalmente arrivato a casa di Noris, amico e collega della Swisscom da un sacco di anni. Lui in questi giorni è solo a casa perché la famiglia è in vacanza a San Bernardino e lui va avanti e indietro nei weekend.

Dopo il tour della casa, dentro e fuori, doccia e lavatrice, siamo andati a cena fuori al lido di Riva San Vitale sulla riva sud del lago di Lugano. Abbiamo mangiato benissimo, come in Italia, solo che i prezzi sono leggermente più altini 😟 Questa sera mi sono salvato perché Noris ha insistito per offrirmi la cena! Grazie Noris, oltre a casa vostra mi hai pure offerto la cena!!

In 24 giorni di pranzi e cene in Italia ho mangiato la pizza solo una volta, a Pompei. Questa sera, in occasione della 25esima tappa ho preso la pizza per la seconda volta e devo dire che era ottima, niente da invidiare alla pizza napoletana.

Da domani cominciano le salite che mi porteranno mercoledì in cima al passo del Gottardo. Siccome sono di qualche giorno in a anticipo sulla tabella di marcia originale, ho deciso che farò un mini tour della Svizzera prima di tornare a casa, ma non so ancora bene quali saranno le tappe da giovedì. Domani, martedì, arriverò ad Airolo, e mercoledì a Cham. Sabato torno a casa con un giorno di anticipo.

Dettagli del giro di oggi (92 km, 705 hm):

8 pensieri su “Tappa 25. Magenta – Mendrisio

  1. Avatar di Michele Michele

    È una decisione difficile quella che riguarda la partenza o la sosta in caso di forte pioggia. Al di là che tu eri perfettamente preparato per tali avversità, pedalare sotto la pioggia è molto pericoloso dopo la prima e breve sensazione di piacere. Comunque, come capita spesso, il “fato” premia gli intraprendenti e tu sei uno di questi: con tutto quello che stai compiendo meriti proprio che tutto ti vada per il meglio!

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    1. Avatar di Stefano Stefano

      Hai ragione. Quello che mi preoccupava di più erano le basse temperature, oltre alla pioggia, combinazione terribile. Una volta ho fatto un tour di 8 giorni in mountain bike e per 5 giorni siamo ststi sotto la pioggia e non eravamo su strada. Terribile. Ma eravamo in due e ci siamo fatti coraggio e siamo andati avanti.

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  2. Avatar di Enrico Enrico

    grosse schweidegg ya!
    per la pioggia, l’inverno più freddo della mia vita è stato un’estate a san francisco… ovvero, ho preso due acquazzoni più consecutivi in val di non e ho dovuto pedalare in discesa rischiando la vita (per fortuna poco traffico) ma il freddo più mortifero di sempre l’ho sperimentato… a palermo! perché anche lì ero in discesa e in più vestito da estate senza cerata nè casco, ho fatto un’ora di bici coi brividi!

    ps ma a san bernardino non ci sono terremoti incendi e pestilenze per ora?

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  3. Avatar di Vittorio Colombo Vittorio Colombo

    Io appartengo (in spirito) alla generazione Bartali, quando piove me la piglio tutta e poi alla fine strizzo vestiti e scarpe (e me medesimo)

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