Tappa 27. Airolo – Cham

Un’aria bella fresca mi ha accolto non appena mi sono svegliato ed ho aperto le finestre. Sapendo di dover salire su a 2100 m ho tirato fuori i gambali, i manicotti per le braccia e la giacca a vento.

Già questa mattina a colazione ho fatto il cambio lingua, infatti da Airolo in poi è più probabile sentire tedesco che italiano, anche se il confine ufficiale tra canton Ticino e Uri è su al passo. Con un paio di ospiti del B&B ho chiacchierato in tedesco, cosa che ormai dovrò fare dalle prossime tappe.

Dopo aver sistemato le borse sotto il sole, mi sono accorto che tutta quella roba contro il freddo non sarebbe servita, per lo meno non per la salita.

La difficoltà della strada per il passo mi è stata “comunicata” da questo bel cartello!

Faccio rapidamente qualche calcolo a mente e mi pare che la pendenza media è simile con la salita per l’Etna (1300 m su 18 km, qui invece 900 m su 12 km). Però questa salita è stata definitivamente più dura di quella per il Rifugio Sapienza. Qui il manto stradale è un pavimento di sanpietrini per più del 50% della salita 😱

La vecchia strada per il passo s’inerpica su per la montagna con una serie di tornanti tutti attorcigliati da far venire il mal di testa, ma è stato bellissimo salire fin su in cima. Per le auto oggi c’è una super strada con molte meno curve, ma con molti tunnel da renderla meno adatta alle biciclette. In alcune tratte le bici non possono proprio passare.

I panorami che si ammirano man mano che si sale lasciano a bocca aperta.

Questo è quello che succede se ti beccano a sporcare! Ci vorrebbe anche al sud qualche bel cartello intimidatorio così. Chissà se funzionerebbe 🤔🤔

Arrivato su al passo ho incontrato un vero cicloturista, Pierre, uno svizzero-francese di Losanna.

Viaggiava con una mountain bike e un carrello per trasportare i bambini, che lui ha usato per trasportare il suo bagaglio e il suo cane! Il tipo viaggiava senza casco, né guanti, con un paio di pantaloni della tuta, una giacca tutta rotta e sporca con sotto una maglietta. Per lavarsi si era appena fatto il bagno nel lago che c’è sul al passo, l’acqua sarà stata 13 gradi! Mi ha detto che non ha soldi e che gira così, dormendo in tenda nei boschi o dove capita. Era appena tornato da un giro in Croazia e adesso si stava facendo un giro di 600 km per andare a vedere un concerto dalle parti di Bellinzona. Che tipo originale, molto simpatico, parlava pure bene inglese, lui si che è un vero cicloturista di quelli duri!

Per inaugurare il vero cibo svizzero, come seconda colazione ho mangiato un bratwurst, il salsiccione alla griglia con un pezzo di pane! Poi ho fatto un po’ di foto prima di buttarmi giù in picchiata nel canton Uri.

Appena passato dall’altro lato del passo è cominciato un fortissimo vento contro che mi ha reso la discesa e poi la pianura durissima per 50 km! Ho praticamente faticato il doppio. Da come si vede qui, la valle è protetta da due versanti montuosi belli alti, quando il vento si incanala in valle, se ce l’hai contro fatichi alla grande. È andata sicuramente meglio a quelli che salivano!

Scendendo sono passato da Andermatt, nota località turistica specialmente in inverno.

La strada che ho fatto per scendere ad un certo punto ha affiancato l’autostrada che porta al tunnel del Gottardo dove sono note le code chilometriche verso sud. E anche oggi la situazione era sempre la stessa.

A parte l’autostrada, tutto intorno è uno spettacolo della natura!

E quando poi si arriva dalle parti dei laghi, lo spettacolo raddoppia! Qui ero sul Lago dei quattro Cantoni lungo la ciclabile che costeggia tutta la riva est tra Altdorf e Brunnen.

Oggi per pranzo ho mangiato due panini con la milanese e bevuto una Cocacola per la modica cifra di 22 CHF, cioè 20 €! Dopo aver trovato ben 8 ristoranti chiusi, preso dalla disperazione e dalla fame mi sono fermato nel primo buggigattolo che ho visto aperto. Vabbè…

Continuando il mio percorso sono poi passato da Schwyz e Arth-Goldau per poi arrivare sul Lago di Zugo.

Ho anche attraversato Zugo, la città dei ricchi più ricchi della Svizzera, che è così perfetta che non merita nemmeno una foto 🤭

E infine, sono arrivato a Cham con quasi due ore di anticipo rispetto a quello che avevo comunicato ad Andrea. Mi sono fermato in un pub a mangiare qualcosa e a scrivere questo articolo. Poi è arrivato Andrea.

Insieme siamo andati a mangiare fuori, io ero però stanchissimo e al ritorno a casa, dopo un bel po’ di chiacchiere, sono crollato.

Domani vado ad Herdern a circa 80 km da Cham in direzione nord, vicino al confine con la Germania. Vado a trovare un carissimo amico che non vedo da parecchi anni, Michael. Lui è stata una figura fondamentale per me quando sono arrivato in Svizzera nel 2002, mi ha aiutato tantissimo il primo anno e mezzo. Al tempo lavoravamo insieme alla Swisscom, poi dopo qualche anno ha cambiato lavoro e anche abitazione andando a vivere lontano da Berna e così, a parte qualche mail o chattino su Whatsapp, abbiamo perso i contatti. Sarà bello rivederlo. E pure lui, per puro caso, è solo perché la moglie con le due figlie sono via! Mah…tre su tre!

Dettagli del giro di oggi (108 km, 1349 hm):

7 pensieri su “Tappa 27. Airolo – Cham

    1. Avatar di Stefano Stefano

      Quella è la strada vecchia per il passo…ne hanno fatta una super asfaltata con meno curve, ma ci sono dei tunnel e non è consigliata per le bici.

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  1. Avatar di Egidio Egidio

    Che panorami magnifici! Grazie Stefano per tutti i tuoi commenti che ci aiutano a seguirti.
    Una nota sulla foto del cartello sulla spazzatura..Quando ero nella provincia di Taranto qualche giorno fa ho notato proprio dei cartelli simili con scritte del tipo “Divieto di discarica. Multa…”, inoltre ho visitato almeno 2 “isole ecologiche” dove e´ possibile lasciare tutto cio´ che non e´ possibile mettere nella differenziata a casa. Cio´ dovrebbe pian piano cambiare l´atteggiamento incivile di alcuni spero. Buona pedalata!

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