Tappa 30. Rheinfelden – Wünnewil, ultima tappa!

Oggi, 20 luglio 2019, celebro la fine del mio giro sabbatico in bicicletta portato a termine con successo dopo aver percorso 2700 km in 30 giorni consecutivi. È pensare che proprio l’anno scorso in questo periodo stavo ricominciando a pedalare dopo essere stato 2 mesi fermo a casa a seguito di un’operazione di sutura al menisco sinistro. Mi ricordo che a luglio facevo ancora 15-30 min di spinning al giorno senza resistenza, solo per far girare la gamba. Ad agosto ho ripreso ad andare in bici su strada e nemmeno 12 mesi dopo ho fatto qualcosa che l’anno scorso pensavo fosse impossibile. Wow! Se uno si fissa qualcosa in testa e ci crede, la riesce sempre a portare a termine!

Così come quelli che 50 anni fa credevano impossibile andare sulla Luna! Oggi infatti si celebra in tutto il mondo il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna!

Ma ritorniamo alla giornata di oggi. Ieri sera la cucina del castello non è stata un granché, ma questa mattina con la colazione si è guadagnata qualche punticino in più. Molto assortita tra dolce e salato, con succhi, yogurt, caffè vari, frutta, ecc. Avevo già preparato le borse prima di colazione, anche pulito e lubrificato la catena direttamente in camera 🤭, così tutto quello che ho mangiato all’ultimo momento mi ha fatto pedalare per un bel po’, o almeno così speravo.

Oggi c’erano parecchie salite, ma anche delle belle discese insieme a lunghe tratte in pianura, perciò tutto lasciava pensare che i 115 km di oggi sarebbero andati giù come niente. E invece no! Il mio amico “vento-contro” mi ha aspettato fuori dal castello, ha ruotato il suo soffio verso di me e mi ha accompagnato rallentando la mia corsa fino a casa.

E insieme al vento, dopo pochi chilometri sono ritornato in Svizzera attraversando il confine sul ponte. Qui sotto ero già in Svizzera, sempre a Rheinfelden, e sullo sfondo si vede il ponte che unisce i due paesi.

Ritornare in Svizzera mi ha dato un grosso sollievo. Le ciclabili qui sono nettamente meglio segnalate rispetto a quelle che ho fatto ieri in Germania nella regione del Baden-Würtemberg, ciclabili che sono comunque ottime. Gli automobilisti in Svizzera sembrano molto più clementi coi ciclisti che pedalano su una strada senza demarcazione per la ciclabile perché a volte succede di dover prendere una strada normale. Ieri in Germania non c’era clemenza, se la strada non aveva la corsia per le bici, mi suonavano, mi facevano segni strani, passando vicino alla bici, accelerando poi scocciatissimi per essere stati costretti a rallentare. Se c’era la corsia ciclabile, anche stretta, allora tutto ok, massimo rispetto. Il problema è che spesso le ciclabili passano da un lato all’altro della strada e non ci si può subito buttare dal lato opposto se in quel momento il traffico è intenso. Poi ci sono i casi in cui la ciclabile non è prevista e basta. Mi sono preoccupato di più ieri in un giorno che in tutto il mese in Italia.

Qualche volta, però, non ci sono solo bici sulle piste ciclabili, si incontrano pure i cavalli 😁

Per chiudere definitivamente il discorso ciclabile, posso con sicurezza dire che girare in bici qui in Svizzera è estremamente facile. Certo, ci sono le salite, ma dal punto di vista piste per biciclette e tutta la segnaletica, qui siamo veramente avanti.

Sulla prima salita del giorno ho potuto ammirare il panorama che spazia fino alla città di Basilea.

Arrivato a Liestal sono entrato nel centro dove era in atto il mercatino del sabato, con un sacco di bancarelle, gente in giro e nei bar.

Successivamente ho attraversato altri due paesini molto carini, dove però in giro non c’era praticamente nessuno!

Qui invece stavo scendendo a Balsthal dopo aver fatto la salita più lunga della giornata. Si vedeno sulla destra i resti di un castello in cima ad una collina.

Per la seconda colazione oggi ho toccato il fondo, nel senso che nemmeno una stazione di benzina ho trovato, fino a quel momento, e così mi sono accontentato di due barrette e un tè freddo presi da un distributore di merendine alla fermata del bus in un paese microscopico. Ovviamente, subito dopo ho passato ristoranti, negozietti, distributori di benzina, ecc.

Per pranzo invece mi sono fermato a Solothurn (o Soletta in italiano) in un vero ristorante. In quel momento faceva caldo e il vento mi aveva ormai cotto le gambe, era ora di una pausa vera dove poter bere un bel po’ di birra analcolica fresca.

Ripartito bello sazio, mi sono ritrovato nuovamente a pedalare in mezzo alla campagna lungo stradine desolate, ma in ottimo stato.

Il vento ha continuato a soffiarmi contro tutto il tempo, a volte mi faceva pure perdere l’equilibrio tanto era forte quando proveniva di lato.

E come previsto dal mio tracciato, sono arrivato davanti al mio ufficio a Worblaufen, a pochi chilometri da Berna.

Da qui in poi ho voluto seguire la strada che faccio tutte le volte che vengo in ufficio in bici, 40 km tra andata e ritorno con 400 m di dislivello in salita. Mancavano pertanto solo più 20 km per raggiungere Wünnewil e per terminare il mio giro sabbatico.

Sono rimasto ancora un po’ seduto sulle scale davanti alle porte d’ingresso della Swisscom a riflettere su tutto questo mese. È anche grazie alla mia azienda se ho potuto portare a termine questo progetto partorito meno di un anno fa.

Gli ultimi 20 km li ho percorsi ripensando a tutto quello che ho fatto e visto in questo mese, alle persone che ho conosciuto e a tutto il supporto ricevuto da voi che avete sempre letto il mio blog. Un grazie va anche a tutti voi!

Arrivare a casa (video) e vedere la mia famiglia è stata una sensazione bellissima! Il ringraziamento più grande va a Laura che mi ha permesso di realizzare questo mio progetto senza farmi pesare tutto il lavoro che lei ha dovuto fare da sola con i nostri tre pargoletti! E anche loro tre avranno sicuramente aiutato 🤔 spero!

Nei prossimi giorni e settimane continuerò a scrivere qualcosa, magari con qualche utile consiglio e considerazione che potrebbe essere d’aiuto a chiunque intenda fare qualcosa di simile. Per adesso ho parcheggiato la bici insieme alle altre, anche lei ha bisogno di una pausa 😁 e di una bella sistematina.

Dettagli del giro di oggi (114 km, 1498 hm):

18 pensieri su “Tappa 30. Rheinfelden – Wünnewil, ultima tappa!

  1. Avatar di gabriella gabriella

    Stefano, ci hai fatto vivere “in diretta”, e da seduti, un’esperienza indimenticabile sia attraverso le splendide foto sia attraverso un diario leggero, arguto, preciso e puntuale.

    Di questo ti ringraziamo tanto, e ti diamo il bentornato seppur da lontano con la soddisfazione di chi ha condiviso un mese piuttosto insolito della tua vita.

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    1. Avatar di Stefano Stefano

      Grazie a voi per il supporto durante tutti questi giorni. Ero da solo fisicamente ma sapevo che c’eravate tutti voi a seguirmi e questo mi ha aiutato tantissimo.

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  2. Avatar di Vittorio Colombo Vittorio Colombo

    Ah ah “grattis, mycket bra”. Bravo Stefano!
    L’unica cosa triste è l’altra bici appesa al chiodo, che, smontata, pensa “e io?”.
    Tra i consigli utili potresti elencare quali sono gli oggetti assolutamente indispensabili, a partire dal vincitore per acclamazione che è il filo per stendere. Dal lato opposto c’è la tenda che ti ringrazia per il bellissimo e riposante tour che le hai regalato.
    Potresti anche raccontarci con quale criterio hai scelto la sella: io sono molto più spartano e quando mi è capitato un giro di più giorni, avendo la sella standard… ancora c’ho male alle chiappe. Anche quell’aggeggio per “ripristinare” le gambe mi incuriosisce non poco. Dicci anche – seppure tu ne abbia già accennato nei primi articoli – della tipologia di bici. Io arrivo da un mondo, dove c’erano tre categorie: bici da corsa, da città e MTB; e quindi la scelta era facile (nel mio caso, MTB: perchè così ho libertà di fare qualsiasi sterrato). Mi sembra che le categorie si siano diversificate – forse perchè le MTB sono diventate esasperate e si sono ramificate in tanti tipi. Le bici per un tour di questo tipo sono le “trekking”?

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  3. Avatar di Hanspeter Hanspeter

    Geschafft!! Bravo Stefano und willkommen zu Hause! Geniess deine Familie und vielen Dank für deine immer sehr interessanten Reiseberichte👍🏽👍🏽

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  4. Avatar di eurostarclient eurostarclient

    Grande Stefano, ci hai trasmesso tanta energia e voglia di partire, farai emuli! Quelle spiaggette in Calabria sembrano solo aspettarci.

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  5. Avatar di Sconosciuto Lau

    A parte l’immagine del sellino chiodato – con cui avevi tolto ogni dubbio a tutti coloro a cui avevi dato ispirazione e che pensavano di seguire il tuo esempio, ancora meditabondi-, devo dire che è stato uno spasso leggerti e seguirti in questi 30 giorni.
    Dal canto mio posso indicare per cosa sei essenziale a casa, confermato in tua assenza:
    – cambiare batterie e lampadine
    – mangiare yogurt scaduti
    – prendere appuntamento dal meccanico
    – fare piccole riparazioni
    – conoscere codici e password di ogni dispositivo quando crashano e devi riavviarli
    Bentornato a casa!

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  6. Avatar di Davide Biarese Davide Biarese

    Che bello vedere il rientro con i figli emozionati !!! Great achievement man ! Sono proprio contento per te che sei riuscito a concludere questa avventura! Complimenti anche a Laura (che spero un giorno di conoscere… Ha già il mio grande rispetto!) che ti ha dato la possibilità di farlo.
    Un abbraccio ragazzo!

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